Neri sulla modifica dello Statuto della Fondazione MPS: ‘E’ stato compiuto un vero e proprio colpo di mano a dieci giorni dal voto’

Sono sdegnato dalla spudoratezza con cui si è proceduto alla modifica dello statuto della Fondazione Mps a dieci giorni dal voto. Siamo di fronte a un atto consumato dentro le stanze di partito e della banca”. Esordisce così Eugenio Neri, candidato sindaco di Siena appoggiato da liste e movimenti civici, di fronte alla scelta della Fondazione Mps di modificare lo statuto nonostante le reiterate richieste di attendere le elezioni. Sulla vicenda pesano inoltre come macigni le indiscrezioni giornalistiche di un incontro segreto tra il candidato del Pd, Bruno Valentini, con i presidenti di Banca Mps e Fondazione Mps, Alessandro Profumo e Gabriello Mancini, e del probabile arrivo di Giovanni Minnucci, presidente del comitato per Valentini sindaco, alla presidenza  di Palazzo Sansedoni.

“E’ una situazione inaccettabile: la prossima settimana si vota e questi signori in totale spregio della democrazia e con i soliti metodi da vecchia politica hanno già deciso tutto, infischiandosene dei cittadini. E’ un atto che dimostra la paura che hanno delle prossime elezioni”, attacca Eugenio Neri.

Il candidato sindaco parte dallo statuto della Fondazione Mps: “Hanno compiuto un vero e proprio colpo di mano a dieci giorni dal voto, un’ultima prepotenza da parte di una deputazione generale della Fondazione che ha condiviso le scelte che hanno disastrato il Monte dei Paschi e tradito, nel corso degli anni, le stesse basi dello statuto che imponeva la salvaguardia della ‘consistenza del suo patrimonio’. Un colpo di mano che ha approfittato dell’assenza di un sindaco e di un consiglio comunale democraticamente eletti per modificare lo statuto. Tutte le forze politiche hanno dato a gran voce l’altolà a questa operazione. Solo una è regista occulta e principale protagonista del disegno di desenesizzazione della Fondazione e della conseguente desenesizzazione della Banca attraverso la rimozione del vincolo del 4 per cento”.

In questo quadro “è evidente la contiguità tra i vertici del Partito Democratico e il potere bancario. A  dimostrarlo ci sono gli incontri segreti di Valentini con Mancini e Profumo – dice ancora Eugenio Neri -. proprio nel giorno in cui di fatto il Comune di Siena, l’istituzione più titolata a difendere gli interessi dei senesi, è stata di fatto esautorata da ogni peso sul futuro della Fondazione e di conseguenza della Banca”.

Il candidato sindaco rivolge infine un appello: “Noi auspichiamo che i cittadini prendano coscienza del desolante futuro a cui va incontro la città a causa di questa decisione e abbiano uno scatto di orgoglio per la voce grossa contro chi ha alzato la mano per votare a favore della modifica dello statuto e contro gli interessi di Siena”, conclude Eugenio Neri.

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