Valentini e il commissariamento brutto

Commissariamento è la parola che pronunziata di fronte a qualunque assemblea cittadina evoca immagini negative; questo perché la città commissariata viene privata della capacità di governo nelle decisioni che la riguardano. Siena è uscita da poco da una amministrazione commissariale ed è particolarmente sensibile a questo scenario. Lo stesso sindaco Valentini evitò di far commissariale Monteriggioni, proprio per allontanare questa immagine deteriore per la vita aministrativa di una comunità. Il commissariamento prefettizio è qualcosa di ben canonizzato nell’ordinamento italiano. Sicuramente ha una durata limitata e segue delle regole precise e note a tutti.
A Siena purtroppo (e questa è una notizia per chi non se ne fosse già accorto) siamo di nuovo commssariati ma stavolta senza clamori, senza figure identificabili, senza cause apparenti: di cosa parliamo?
A Siena siamo bravi nelle anomalie anzi questa è la città delle anomalie, la capitale delle anomalie , dove ci si cazzotta per una “parata” ma ci facciamo portare via la gioielleria da casa, ringraziando anche!

Anche il commissariamento di cui parliamo è anomalo perché il consiglio comunale è sempre lì, così come il sindaco, e nessun funzionario è arrivato da Roma; eppure il funzionamento della macchina amministrativa è regolato da un gruppo di potere che decide al posto del Sindaco cosa deliberare e quando, cosa votare e quando.

Martedì, per chi avesse avuto dei dubbi è successo proprio questo ed è così (forse in maniera meno evidente e grottesca di quanto abbiamo visto due giorni fa), sin dal primo giorno dalla nomina a Sindaco di Bruno Valentini.

Sono evaporati i sogni di cambiamento, di rinnovamento, di rilancio: ora il collante è solo quello di rimanere lì, senza dignità, senza scrupoli ideali, senza prospettive: rimanere lì a tutti i costi. Se, in questo panorama, quello che manca e, di fatto, autorizza questo sconvolgente meccanismo è la mancanza di uno scatto di orgoglio del primo cittadino, che prenda atto del suo fallimento e reagisca (andandosene), ciò che turba di più è l’abitudine alla prepotenza di chi ha distrutto Siena e continua ad esercitare una arrogante egemonia.

Stavolta la città non si scandalizzerà se li mandiamo a casa, non potranno agitarci lo spettro del commissariamento, non diranno che è stato interrotto un processo, perché qui la paralisi, anzi il progressivo avanzare del coma amministrativo è sotto gli occhi di tutti.

Banca, Fondazione, Biotech, Santa Maria della Scala, tasse e tariffe fuori controllo, promesse e chiacchiere questa è la Siena del Valentini, felice di essere ostaggio per poter durare.

Come se ne esce, anche per evitare che ogni prossimo Sindaco diventi il Valentini di turno ?

Liberazione, identità cittadina, ricostruzione

Ma questo è l’avvenire e ne dobbiamo parlare con calma…

Eugenio Neri e Giuseppe Giordano

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