Siena Rinasce: ”Chiarezza sull’appalto dei servizi teatrali”

“Vogliamo chiarezza sul bando di gara per l’appalto dei servizi teatrali del Comune”. A chiederla sono Eugenio Neri e Giuseppe Giordano, consiglieri comunali della lista Siena Rinasce, che hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta per conoscere i contorni di una vicenda che sta mettendo in apprensione numerosi lavoratori.

“Lo scorso 19 settembre scadeva il bando di gara per l’appalto dei servizi teatrali del Comune di Siena – si ricorda nell’interrogazione –, un bando che, nonostante la complessità dei servizi in gara, prevedeva esclusivamente l’utilizzo del criterio del massimo ribasso del prezzo” e su cui adesso si chiedono lumi alla giunta comunale.

Da qui le domande con cui Neri e Giordano pretendono chiarezza. I due consiglieri comunali chiedono infatti “le ragioni per le quali l’amministrazione comunale per l’appalto dei servizi teatrali ha deciso di indire una gara al massimo ribasso del prezzo anziché dare valore alla qualità dei progetti di gestione”. Non solo, si vuole sapere se “gli uffici comunali competenti per materia abbiano adempiuto in modo corretto alla procedura in tutte le sue fasi e se alcuni atti dirigenziali (nello specifico il numero 28 e il numero 31) siano stati firmati a seguito di evidenza pubblica”. Da parte dei consiglieri si chiede anche di fare il punto sull’iter della gara ovvero “se la procedura di appalto è stata oggetto di impugnativa precisando, in caso affermativo, i termini della vicenda, a chi sono stati affidati i servizi, se l’amministrazione comunale si è rivolta esclusivamente ai raggruppamenti d’impresa partecipanti alla gara e, nel caso in cui ciò non sia avvenuto, quali sono le ditte effettivamente consultate precisando con quali modalità è avvenuta la consultazione”. Infine Neri e Giordano chiedono garanzie per i lavoratori, impegnando la giunta a chiarire “se ritiene che gli esiti della procedura della gara di appalto abbiano tutelato o tuteleranno il personale già addetto al servizio senza rischiare di avere, nei confronti degli stessi, ripercussioni sotto il profilo occupazionale”, conclude l’interrogazione.

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