LETTERA APERTA AL SINDACO VALENTINI DA UN LAVORATORE DELLE SCOTTE

Che Bruno Valentini fosse un grande esperto di banca, finanza e assetti societari non avevamo dubbi. Come se non bastasse abbiamo appreso da qualche giorno della sua onnisciente vocazione sanitaria: un Sindaco che non cessa così di sorprenderci. Ci sorprende anche il contrasto con il silenzio da lui covato in passato sulle questioni delle Scotte, anche in occasione di fatti clamorosi e scandalosi per la sicurezza generale. Evidentemente quando era sindaco della limitrofa cittadina sulla Francigena, si figurava che la popolazione del luogo si accontentasse di qualche vicino Pellegrinaio e non di cure ospedaliere moderne. E invece d’improvviso Bruno Valentini – in assenza di riscontrabile traccia nel programma, e in spregio della catena istituzionale – ci sorprende tutti con questa sensazionale proposta rottamatoria.
Purtroppo noi che non conosciamo a fondo i problemi dell’ospedale non ci eravamo accorti della impellente necessità di un nuovo colosso! Siamo esseri terreni e ci accontentiamo di molto meno. Il direttore Tosi lo può confermare: le richieste riguardano trascurabili dettagli, chiediamo dei ferri chirurgici funzionanti, degli apparecchi diagnostici aggiornati, delle attrezzature come quelle che hanno i nostri colleghi di Pisa o Firenze, chiediamo dei letti più funzionali, delle sedute operatorie, delle divise fresche. Rendo ora merito al Direttore generale che, pur nelle forti ristrettezze di bilancio, cerca di venirci incontro per farci lavorare al meglio: apprendendo però dal sindaco che esistono in Regione così ampie disponibilità, vuol dire che, d’ora in avanti, non ci faremo molti scrupoli in sede di budget! Ma non è questo il punto e non lo è nemmeno lo stato generale dell’edificio la cui situazione, specialmente nei lotti più vecchi, è sicuramente molto più dignitosa di quanto si pensi: per contro ci sono recentissimi manufatti ospedalieri che mostrano precoci e preoccupanti segni di degrado e scarsa qualità costruttiva. Il punto serio di questa vicenda, almeno dal punto di vista della decenza, è lo stridente contrasto tra la faciloneria delle battute del sindaco e la profonda serietà di tutti quelli che lavorano o utilizzano la struttura. Dall’ottimo e altamente istruttivo collage di interviste ai cittadini sui giornali, risulta un dato estremamente prezioso, ovvero la grandissima fiducia dei senesi nella struttura ospedaliera. Questa non si compra, si è costruita e si costruisce ogni giorno: non con i mattoni, non coi quattrini, non con l’estetica dello skyline, non con i fuochi d’artificio, ma con la credibilità e la professionalità.
Caro Valentini quelle signore e signori vestiti di bianco, o di verde o di azzurro, che trovi nei corridoi o nelle corsie delle Scotte quando vieni a fare “public relations”, non sono lì per i tuoi sorrisoni, i volantini e le strette di mano ma per esprimersi al meglio attraverso il loro lavoro. Questa gente amerebbe sicuramente lavorare in un ambiente migliore, luminoso e riposante, ma è gente concreta che conosce i limiti del sistema e forse preferirebbe turni meno massacranti, meno straordinari e orari umani, vorrebbe poter guardare al futuro con minor preoccupazione economica, o un lavoro stabilizzato, o come minimo non pagare il posto per la sua auto quando da lontano raggiunge le Scotte prima dell’alba. Questa gente seria, gli infermieri, i tecnici e i colleghi, con cui mi onoro di lavorare ogni giorno, non sa che farsene dei sensazionalismi e dei milioni agitati a mostrare potere. Questa gente sa che questi soldi non esistono, tutti noi sappiamo che non ci sono e per piacere smetti di prenderci in giro e dicci chiaramente dove vuoi arrivare con queste sparate.
Un signore vestito di verde
Eugenio Neri

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