Per le strade (sconnesse) di Siena

Già in tempo di vacche grasse quando Banca e Fondazione risplendevano di luce propria, il look delle lastre e delle strade periferiche era alquanto discutibile, ma se non altro al momento giusto arrivava lo stanziamento salvifico per scatenare scalpellini e posatori di pietra da un lato, e maestri del bitume dall’altro.

Oggi che le vacche sono, prima dimagrite e poi definitivamente passate a miglior vita, al degrado delle superfici calpestabili non si riesce più a mettere un argine.

Per me che abito fuori Porta Romana, le tre vie di comunicazione che sono obbligato a percorrere sono via Roma in direzione centro, via Piccolomini in direzione sud e le varie via Gigli, Peruzzi e Don Minzoni per raggiungere la zona nord dopo aver fatto il giro lungo le mura.

Il risultato è che volendomi recare in città con lo scooter devo ogni volta votarmi ad uno dei santi protettori di Siena per non cadere a causa delle numerose e sempre più profonde buche che si trovano lungo il tragitto.

Raggiungere la Coroncina equivale a fare un percorso di guerra tra avvallamenti, tombini a centro strada e toppe varie legate ai lavori periodici sui sottoservizi.

E la via lungo le mura? Stessi pericoli incontrati in precedenza e asfalto che tende letteralmente a sbriciolarsi nel giro di un’invernata creando solchi che sembrano le tracce degli sci nelle risalite in skilift!

Mi sono limitato al mio piccolo orticello zonale perché è la realtà che vivo quotidianamente ma è del tutto palese che altre zone di Siena patiscano analoghi disagi.

Quali le cause e quali i rimedi?

Per quel poco che mi hanno spiegato gli addetti ai lavori, lo spessore dell’asfalto da un lato e la corretta preparazione di ciò che sta sotto, ovvero lo strato di base e quello di fondazione, sono critici per la corretta tenuta nel tempo della strada.

Quello che di solito si fa, è dare una bella grattata con apposite frese, per rimuovere lo strato bituminoso, cuocerlo e porlo nuovamente in posa. Questo consente tempi rapidi di intervento e costi contenuti.

Purtroppo le nostre belle strade senesi sono una specie di groviera di asfalto e non si possono accontentare di un restyling superficiale, bensì necessiterebbero di un intervento profondo, operazione più costosa ma che garantisce un tempo di vita assai più lungo alla strada, accompagnato da uno spessore dello strato di asfalto tarato per i mezzi pesanti, che non ceda sotto il peso degli autobus.

Perché tutto questo non viene effettuato? Per motivi economici? Certo, adesso non è possibile spendere neppure un centesimo perché le casse sono vuote, ma quando i nostri allegri amministratori si sono divertiti a dilapidare un patrimonio costruito in 500 anni di sacrifici ed oculata gestione, le risorse abbondavano ed in parte potevano esser indirizzate anche in questa direzione.

E le lastre?

Quando iniziamo a sottoporle allo stress dei continui passaggi delle auto,  ci si avvicina a situazioni critiche che peggiorano a causa dei furgoni che imperversano nel centro storico.

Come esperienza formativa consiglio una passeggiata mattutina in Pantaneto; potrete osservare un tripudio di camioncini colorati che riforniscono i vari esercizi commerciali e che quasi impediscono il passaggio di minibus ed ambulanze.

Non si potrebbe fare qualcosa per evitare tutto ciò?

Ma di questo già è stato accennato in altro nostro articolo…….

Gianni Onorati – Movimento Civico Senese – Lista SIENA RINASCE per Eugenio Neri sindaco.

Comments are closed.