Siena Rinasce: ”Mancano interventi per attrarre i visitatori in città”

“Da chi si trova al governo di una città ci aspetteremmo proposte e idee per rilanciare turismo ed economia, prima di chiedere ulteriori investimenti a chi tutte le mattine tira su una saracinesca e apre bottega” . E’ questo il commento di Siena Rinasce all’intervento dell’associazione Siena Cambia che, in una nota, ha parlato di “qualità della ristorazione” non all’altezza in città e invitato i ristoranti a “seguire un disciplinare che detta alcuni standard minimi di qualità che riguardano il menù, la carta dei vini, l’informazione da parte del personale di servizio, ecc”.

“Il punto – si spiega nella nota di Siena Rinasce – sta nella qualità del turismo che si riesce ad attrarre nella nostra città: casomai un disciplinare servirebbe per l’assessore Pallai visto che finora non ci pare che Siena abbia brillato per iniziative in grado di rilanciare un settore ormai sempre più contrassegnato da visitatori mordi e fuggi che al massimo si fermano a Siena il tempo di un panino o di un gelato”. “A parte la corsa per la Capitale della Cultura 2019 e la prevista inaugurazione del tratto toscano della Francigena – prosegue la nota – non vediamo l’ombra di progetti legati al turismo da parte di chi governa la città (nonostante i 2 milioni di euro di gettito prevista dall’odiosa tassa di soggiorno) e da più parti (compresa la stessa Siena Cambia) viene chiesto che la giunta si attivi per essere attivamente coinvolta nei progetti regionali legati ad Expo 2015”.

“Per questa ragione invitiamo la maggioranza che governa la città e non prendersela con le attività del centro storico visto che finora è stata propria l’intraprendenza dei commercianti a garantire l’organizzazione e il successo delle iniziative che hanno animato la città. Non solo, invitiamo anche la giunta e le liste che la sostengono a preoccuparsi più di preparare un calendario 2014 ricco di iniziative turistiche e culturali invece che passare ai raggi x i menù dei ristoranti del centro storico: siamo certi infatti che la crescita delle presenze andrà di pari passo con gli investimenti privati nel settore ricettivo”, conclude la nota di Siena Rinasce.

Siena Rinasce: ”Chiarezza sull’appalto dei servizi teatrali”

“Vogliamo chiarezza sul bando di gara per l’appalto dei servizi teatrali del Comune”. A chiederla sono Eugenio Neri e Giuseppe Giordano, consiglieri comunali della lista Siena Rinasce, che hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta per conoscere i contorni di una vicenda che sta mettendo in apprensione numerosi lavoratori.

“Lo scorso 19 settembre scadeva il bando di gara per l’appalto dei servizi teatrali del Comune di Siena – si ricorda nell’interrogazione –, un bando che, nonostante la complessità dei servizi in gara, prevedeva esclusivamente l’utilizzo del criterio del massimo ribasso del prezzo” e su cui adesso si chiedono lumi alla giunta comunale.

Da qui le domande con cui Neri e Giordano pretendono chiarezza. I due consiglieri comunali chiedono infatti “le ragioni per le quali l’amministrazione comunale per l’appalto dei servizi teatrali ha deciso di indire una gara al massimo ribasso del prezzo anziché dare valore alla qualità dei progetti di gestione”. Non solo, si vuole sapere se “gli uffici comunali competenti per materia abbiano adempiuto in modo corretto alla procedura in tutte le sue fasi e se alcuni atti dirigenziali (nello specifico il numero 28 e il numero 31) siano stati firmati a seguito di evidenza pubblica”. Da parte dei consiglieri si chiede anche di fare il punto sull’iter della gara ovvero “se la procedura di appalto è stata oggetto di impugnativa precisando, in caso affermativo, i termini della vicenda, a chi sono stati affidati i servizi, se l’amministrazione comunale si è rivolta esclusivamente ai raggruppamenti d’impresa partecipanti alla gara e, nel caso in cui ciò non sia avvenuto, quali sono le ditte effettivamente consultate precisando con quali modalità è avvenuta la consultazione”. Infine Neri e Giordano chiedono garanzie per i lavoratori, impegnando la giunta a chiarire “se ritiene che gli esiti della procedura della gara di appalto abbiano tutelato o tuteleranno il personale già addetto al servizio senza rischiare di avere, nei confronti degli stessi, ripercussioni sotto il profilo occupazionale”, conclude l’interrogazione.

LETTERA APERTA AL SINDACO VALENTINI DA UN LAVORATORE DELLE SCOTTE

Che Bruno Valentini fosse un grande esperto di banca, finanza e assetti societari non avevamo dubbi. Come se non bastasse abbiamo appreso da qualche giorno della sua onnisciente vocazione sanitaria: un Sindaco che non cessa così di sorprenderci. Ci sorprende anche il contrasto con il silenzio da lui covato in passato sulle questioni delle Scotte, anche in occasione di fatti clamorosi e scandalosi per la sicurezza generale. Evidentemente quando era sindaco della limitrofa cittadina sulla Francigena, si figurava che la popolazione del luogo si accontentasse di qualche vicino Pellegrinaio e non di cure ospedaliere moderne. E invece d’improvviso Bruno Valentini – in assenza di riscontrabile traccia nel programma, e in spregio della catena istituzionale – ci sorprende tutti con questa sensazionale proposta rottamatoria.
Purtroppo noi che non conosciamo a fondo i problemi dell’ospedale non ci eravamo accorti della impellente necessità di un nuovo colosso! Siamo esseri terreni e ci accontentiamo di molto meno. Il direttore Tosi lo può confermare: le richieste riguardano trascurabili dettagli, chiediamo dei ferri chirurgici funzionanti, degli apparecchi diagnostici aggiornati, delle attrezzature come quelle che hanno i nostri colleghi di Pisa o Firenze, chiediamo dei letti più funzionali, delle sedute operatorie, delle divise fresche. Rendo ora merito al Direttore generale che, pur nelle forti ristrettezze di bilancio, cerca di venirci incontro per farci lavorare al meglio: apprendendo però dal sindaco che esistono in Regione così ampie disponibilità, vuol dire che, d’ora in avanti, non ci faremo molti scrupoli in sede di budget! Ma non è questo il punto e non lo è nemmeno lo stato generale dell’edificio la cui situazione, specialmente nei lotti più vecchi, è sicuramente molto più dignitosa di quanto si pensi: per contro ci sono recentissimi manufatti ospedalieri che mostrano precoci e preoccupanti segni di degrado e scarsa qualità costruttiva. Il punto serio di questa vicenda, almeno dal punto di vista della decenza, è lo stridente contrasto tra la faciloneria delle battute del sindaco e la profonda serietà di tutti quelli che lavorano o utilizzano la struttura. Dall’ottimo e altamente istruttivo collage di interviste ai cittadini sui giornali, risulta un dato estremamente prezioso, ovvero la grandissima fiducia dei senesi nella struttura ospedaliera. Questa non si compra, si è costruita e si costruisce ogni giorno: non con i mattoni, non coi quattrini, non con l’estetica dello skyline, non con i fuochi d’artificio, ma con la credibilità e la professionalità.
Caro Valentini quelle signore e signori vestiti di bianco, o di verde o di azzurro, che trovi nei corridoi o nelle corsie delle Scotte quando vieni a fare “public relations”, non sono lì per i tuoi sorrisoni, i volantini e le strette di mano ma per esprimersi al meglio attraverso il loro lavoro. Questa gente amerebbe sicuramente lavorare in un ambiente migliore, luminoso e riposante, ma è gente concreta che conosce i limiti del sistema e forse preferirebbe turni meno massacranti, meno straordinari e orari umani, vorrebbe poter guardare al futuro con minor preoccupazione economica, o un lavoro stabilizzato, o come minimo non pagare il posto per la sua auto quando da lontano raggiunge le Scotte prima dell’alba. Questa gente seria, gli infermieri, i tecnici e i colleghi, con cui mi onoro di lavorare ogni giorno, non sa che farsene dei sensazionalismi e dei milioni agitati a mostrare potere. Questa gente sa che questi soldi non esistono, tutti noi sappiamo che non ci sono e per piacere smetti di prenderci in giro e dicci chiaramente dove vuoi arrivare con queste sparate.
Un signore vestito di verde
Eugenio Neri

“DIPENDENTI COMUNALI: IL CODICE DI COMPORTAMENTO VA RIVISTO”

“La modifica del codice di comportamento dei dipendenti comunali proposta dalla Giunta Valentini non ci convince affatto, assomiglia infatti all’ennesimo provvedimento calato dall’alto e fortemente penalizzante nei confronti dei lavoratori. Da parte nostra abbiamo già inviato le osservazioni per cercare di intervenire su un testo in cui si vanno a toccare le libertà individuali dei lavoratori del Comune. E invitiamo la cittadinanza a fare altrettanto”. E’ questa la posizione dei consiglieri comunali del gruppo di Siena Rinasce, Eugenio Neri e Giuseppe Giordano, alla vigilia della scadenza del termine ultimo (fissato per domenica 19 gennaio) per presentare osservazioni alla modifica del codice di comportamento dei dipendenti del Comune di Siena.
Nello specifico le osservazioni firmate da Neri e Giordano riguardano il comma 2 dell’articolo 10 ovvero la parte in cui si legge che “nei rapporti privati, comprese le relazioni extra‐lavorative con pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni, il dipendente non sfrutta, né menziona, la posizione che ricopre nell’amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino. Il dipendente – prosegue il testo proposto dalla giunta comunale – si astiene dall’esprimere, anche nell’ambito dei social network, giudizi sull’operato dell’Amministrazione che possano recare danno o nocumento alla stessa. Il dipendente non pubblica, sotto qualsiasi forma, sulla rete internet (forum, blog, social network, ecc.) dichiarazioni inerenti l’attività lavorativa, indipendentemente dal contenuto, se esse siano riconducibili, in via diretta o indiretta, all’ente”. Un testo che i consiglieri di Siena Rinasce hanno completamente rivoluzionato: “Nei rapporti privati il dipendente non sfrutta, né menziona la posizione che ricopre nell’amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino ed è tenuto al rispetto degli obblighi di riservatezza inerenti l’esercizio della propria funzione”, recita la modifica proposta da Neri e Giordano.
“Il testo proposto dall’amministrazione comunale appare in contrasto con le norme generali dell’ordinamento che garantiscono libertà di opinione ed espressione. Inoltre, il testo proposto dall’amministrazione usa termini che sembrano pregiudizialmente accusare i dipendenti comunali e censurare loro comportamenti, minando alla base il clima di fiducia e collaborazione necessario al buon andamento dell’amministrazione pubblica”, spiegano Neri e Giordano che nelle osservazioni invitano l’amministrazione anche a rivedere tutte quelle parti in cui il codice appare ridondante rispetto alle norme previste dal contratto nazionale e in particolar modo la parte relativa alle assenze per malattia dei dipendenti comunali.