La politica locale deve dare il buon esempio tagliando i privilegi e liberando risorse a favore del sociale

Il segnale che la ‘vecchia politica’ è finita non è una novità delle recenti elezioni, ma un fenomeno progressivamente aumentato di intensità e frequenza sciaguratamente sottovalutato da chi continua ad essere ancorato a logiche del passato.

Cresce giorno dopo giorno il malcontento nei confronti di coloro che di fronte ad una crisi incalzante professano il ‘rigore’ di stampo montiano senza saperlo coniugare con l’equità e con un indispensabile sviluppo.

Crescono di ora in ora l’insoddisfazione e la rabbia nei confronti di quanti sono legati ad un sistema di potere che mantiene privilegi e rimane sordo alle richieste di tutela della gente.

E’ sicuramente vero che molte situazioni ci piovono sul capo in conseguenza delle politiche governative, ma è altrettanto vero che a livello locale la politica può e deve fare qualcosa per aiutare la crescente richiesta finalizzata a soddisfare i bisogni primari.

Tra i nostri principali impegni vi è quello di recuperare il rapporto di fiducia con i cittadini, ma perché ciò avvenga non è sufficiente lanciare i soliti ed indisponenti proclami, ma occorrono fatti concreti.

In uno scenario in cui dovrebbe ormai essere noto a tutti che le risorse sono sempre più scarse è indispensabile fare scelte coraggiose e dare risposte ai nuovi bisogni.

Alla categoria delle scelte coraggiose e, a mio modo di vedere, indispensabili appartengono:

a)      una significativa riduzione di tutte le indennità delle cariche elettive comunali, di quelle previste per gli Assessori, nonché di tutte quelli derivanti da nomine municipali

b)      l’effettuazione delle sedute delle commissioni consiliari comunali nelle ore pomeridiane, ovvero al di fuori dell’orario di lavoro con conseguenti minori oneri per l’amministrazione comunale

c)      la dismissione di tutte le quote comunali nelle società partecipate improduttive e la nomina di un amministratore unico in luogo dei consigli di amministrazione nelle società a partecipazione comunale per le quali si renda, invece, opportuna e necessaria la permanenza in vita.

Le risorse così liberate potranno essere destinate a iniziative e servizi di valenza sociale.

Giuseppe Giordano – Candidato nella lista Siena Rinasce

NERI: LA BUONA POLITICA LATITANTE SUL FRONTE UNIVERSITA’

“In questi anni, la politica ha abdicato al suo ruolo di indirizzo, con un comportamento globalmente passivo, nonostante il tentativo di violazione della legge in atto all’Università”. Eugenio Neri interviene così sulla sentenza emessa oggi dal Tribunale di Siena, che conferma l’illegittimità della sospensione del fondo accessorio per i dipendenti. “Questa sentenza riporta alla luce un dato di fatto molto importante. Nel tentativo di risanare un pesante deficit di bilancio, l’Università è intervenuta sulle categorie di lavoratori più deboli. A fronte di un debito di circa 200 milioni di euro, si è tentato di reperire risorse dai tagli agli stipendi dei dipendenti. Anzi, di quei dipendenti più vulnerabili”. Un comportamento che secondo il candidato a sindaco sostenuto da liste e movimenti civici è stato “permesso dalla latitanza di una classe politica autorevole. Una classe politica che si è fatta imbrigliare in un rigido schema di potere, rinunciando di fatto al proprio ruolo di rappresentante della comunità”. L’intervento del candidato a sindaco sostenuto da Siena Rinasce, Moderati di centrodestra – Sena Civitas, Fratelli di Siena, e Nero su Bianco si conclude con una proposta. “Chiediamo una presenza stabile,duratura e critica del Comune nel Cda dell’ateneo. Una rappresentanza che potrà porre fine alla passività della classe politica senese, che in questi anni ha lasciato campo libero a chi ha tentato di risanare i bilanci dell’Università sulla pelle dei lavoratori. Non si può permettere che gli errori degli amministratori ricadano in maniera indiscriminata sulle spalle delle fasce più deboli dei dipendenti. Dal Rettore Riccaboni esoprattutto dal Direttore Fabbro adesso ci si attende un’ammissione di responsabilità. In un quadro di crisi, è quanto mai importante ed urgente fare fronte ai problemi del mondo del lavoro. Una Consulta Generale è necessaria per fare in modo che ci sia non solo parità di diritti, ma anche equità di trattamento in situazioni di risanamento dei bilanci delle imprese o delle istituzioni”.

Eugenio Neri candidato alla carica di sindaco