Eugenio Neri: “A Ceccuzzi va la mia solidarietà personale ma non politica”

Apprendiamo con estrema tristezza per la città l’ultima notizia, che, in negativo, porta ancora una volta Siena all’attenzione pubblica nazionale: l’avviso di garanzia recapitato, oltre all’ex presidente del Monte dei Paschi Mussari, al Candidato Sindaco del Pd Franco Ceccuzzi per una vicenda legata alla concessione di un finanziamento di circa 20 milioni a favore del pastificio Amato avvenuta alcuni anni fa.

Sul piano personale auspico che Ceccuzzi possa dimostrare la sua estraneità a questa brutta vicenda.

Del resto, anche per pregresse esperienze personali, ho piena fiducia nella magistratura e sono certo che lo stesso Ceccuzzi abbia tutto l’interesse a chiarire fatti ed episodi avvenuti in un periodo in cui rappresentava – come espressione del partito da sempre maggioranza della città – la comunità senese.

Al di là delle situazioni personali, come detto sempre spiacevoli, restano le evidenti responsabilità politiche di un partito che è riuscito a trascinare Siena e le sue istituzioni in un baratro del quale non si riesce ancora a vedere la fine e dal quale riusciremo a sollevarci soltanto se anteporremo agli interessi personali quelli di una città che può ancora contare su risorse e peculiarità uniche ed eccezionali”.

Eugenio Neri  – candidato sindaco di Siena

Ubi minor, maior cessat!

Abbiamo appreso dagli organi di informazione dell’avviso di garanzia inviato a Franco Ceccuzzi per lo scandalo del pastificio Amato reso noto dalla cronaca nazionale già da alcuni mesi.

Siamo estremamente convinti che l’indagine della magistratura non debba portare a giudizi di criminalizzazione sugli indagati in quanto la giustizia farà il suo corso ed accerterà le eventuali responsabilità.

Tuttavia sono inevitabili alcune considerazioni di tipo politico.

Pur augurandoci che l’indagine dimostri l’estraneità del candidato Ceccuzzi, che per noi è e continuerà ad essere considerato soltanto un avversario politico e non un nemico, qualora la stessa dovesse, invece, accertare  responsabilità, si realizzerebbe una situazione  particolarmente grave  per l’amministrazione comunale in caso di sua vittoria alle prossime amministrative della tarda primavera.

Il comune di Siena, infatti, ha già subito il commissariamento in seguito alle dimissioni di Ceccuzzi della scorsa primavera e sarebbe davvero improvvida una ulteriore sostituzione causata da eventuali vicende giudiziarie in un momento in cui la città ha bisogno di una prospettiva e di un governo efficiente ed efficace.

E’ per questo che ci auguriamo che con senso di responsabilità Franco Ceccuzzi faccia un passo indietro ritirando la propria candidatura per far spazio al candidato naturale, ovvero a Pasquale D’Onofrio, che il popolo del PD ha votato come alternativa a Ceccuzzi nelle precedenti primarie.

Movimento Civico Senese

“La tempesta a Siena è arrivata. Vedremo che risposte darà la città”

Lettera aperta al Direttore del “Il Cittadinoonline”

Prima di tutto sento il dovere-bisogno di esprimerLe un profondo e sincero apprezzamento per la libera informazione del Suo quotidiano online. La cronaca locale su carta stampata delle testate cittadine “piccole“ (nel vero senso della parola ) e “grandi“, in quanto nazionali, quasi sempre cestinano ciò che la prudenza consiglia. Mi pare di ricordare che qualcuno che non ha seguito alla lettera questa regola abbia perduto il posto di lavoro.

In un Suo articolo del 20.3.2012 riportava fra l’altro “Ma che aria tira a Siena? Perchè una cosa è certa. Di aria ne tira. E non è quel venticello primaverile che piace tanto e che fa pregustare il tepore della bella stagione. Piuttosto il vento è quello che precede la tempesta.” In realtà erano anni che il meteo cittadino ci aveva allertato (anche il Suo Giornale). Puntualmente la tempesta è arrivata con onde sopra i 14 metri (scala Beaufort) e ogni giorno che passa aumenta di intensità facendo presagire che arriverà a toccare altri palazzi, istituzioni e persone che ancora stanno aggrappate a qualche salvagente.

Sono convinto che il Palazzo di Giustizia riuscirà a gestire lo tsunami in corso e una volta individuate le responsabilità dei partecipanti alla distruzione del bene comune, ivi compresi gli incapaci e i distratti, disporrà severe pene pecuniarie e penali. Non sono animato da spirito di vendetta, ma non è giusto che pochi soggetti in così breve tempo abbiano distrutto un patrimonio e la buona immagine della nostra bella città. Non possiamo far finta che non è successo nulla, ci sono voluti secoli per far grande la nostra piccola Siena, quando ancora non era stato coniato il termine banca , la nostra prestava denari ad un tal Re Luigi di Francia per fare la guerra.

E’ vero anche, come Lei afferma, che la colpa di tutto ciò fa carico alla città intera. Tutti abbiamo avuto, infatti, tempo e occasioni per limitare o bloccare i danni ma non ci siamo impegnati sufficientemente. Interessi personali e di parte, presunzioni, incapacità, voglia di emergere sugli altri (specialmente su chi meritava di più, ma non aveva le credenziali giuste), perdita dei valori morali,, lo sconforto nel constatare che apertamente si facevano scelte contrarie al buon senso offendendo l’intelligenza e la dignità della persona, ci hanno portato al disastro. Nei due prossimi appuntamenti elettorali vedremo quali risposte darà la città. Lei termina il Suo articolo “ Le polpette avvelenate….” affermando che “L’individuo si costruisce una opinione su quanto gli accade intorno. Avere una opinione vuol dire essere liberi nella scelta”. Concludo ringraziando nuovamente il Suo giornale per quello che liberamente pubblica in un contesto di potere che apprezza poco la libertà di pensiero. Sono però fiducioso che se riusciamo ad allontanare tutti coloro che nelle varie sedi ed istituzioni hanno privilegiato la poltrona alla sana gestione dell’interesse di TUTTI i cittadini, potremo, anche se lentamente, recuperare una certa sicurezza occupazionale, quella minima necessaria tranquillità volta a soddisfare i bisogni primari della famiglia, la dignità personale e la credibilità degli altri.

Rino Ricci – Movimento Civico Senese

64 posti di lavoro da salvaguardare

Nel pomeriggio di oggi  20 febbraio si è svolta nell’Aula Magna Storica dell’Università di Siena una importante iniziativa organizzata dagli operatori della Cooperativa Sociale Solidarietà, DAS e USB  per la difesa di 64 posti di lavoro che rischiano a breve di essere definitivamente persi.

Ci eravamo già espressi con un precedente intervento a sostegno dei lavoratori della Cooperativa ed abbiamo partecipato volentieri all’incontro con alcune proposte.

Abbiamo, in primo luogo, fatto presente che la situazione è precipitata per le scelte unilaterali dei vertici dell’Università di Siena che hanno anticipato alcune misure contenute nel piano di risanamento condiviso dal cosiddetto ‘tavolo interistituzionale’. Il piano, infatti, prevedeva una progressiva dismissione dei servizi appaltati alla Cooperativa Sociale Solidarietà entro il 2014, termine che, avrebbe consentito di individuare con maggiore tranquillità ed efficacia  soluzioni utili alla salvaguardia dei posti di lavoro.

La fine anticipata dell’appalto da parte dell’Università non solo mortifica la ricercata condivisione di un’azione di risanamento dell’ateneo, peraltro tutta da verificare nei risultati per ora assai modesti, ma mette ‘per strada’ 64 persone, alcune delle quali diversamente abili.

Buona parte delle responsabilità di questa situazione va, comunque, attribuita ai vertici societari che, finiti i tempi delle erogazioni della Fondazione MPS, non hanno avuto la capacità di trovare soluzioni per mantenere a lavoro i propri soci.

Nel corso dell’incontro abbiamo proposto come prima iniziativa urgente di posticipare almeno al 31 dicembre 2013 la cessazione dei servizi in appalto. Per far questo, qualora le casse del’ateneo non lo consentano, abbiamo proposto di incrementare i fondi disponibili con ‘atti di buona volontà’ della comunità accademica quali: a) la riduzione dell’indennità di carica del rettore, b) l’azzeramento dell’indennità di risultato del direttore amministrativo,  c) l’azzeramento o la drastica riduzione dei gettoni di presenza dei consiglieri di amministrazione, d) la decurtazione del fondo del salario accessorio con particolare riferimento alla quota riguardante il lavoro straordinario, e) il ricorso ad economie dovute ad iniziative per il risparmio energetico.

Abbiamo anche sostenuto che in parallelo si deve verificare la possibilità da parte del ‘mondo cooperativo’ di assorbire una quota dei lavoratori della Cooperativa di Solidarietà Sociale, nonché quella di assumere i lavoratoti con disabilità all’università o in altri enti pubblici che non abbiamo rispettato i rapporti stabiliti dalla legge tra numero di occupati e personale diversamente abile.

Abbiamo, infine, evidenziato come, a nostro parere, sarà indispensabile che il candidati a sindaco si facciano carico della questione indicando specifiche soluzioni nel proprio programma elettorale.

Movimento Civico Senese

5 marzo: una data importante per il rilancio dell’edilizia

Martedì 5 Marzo 2013 alle ore 18,00 nella Saletta dei Mutilati – Viale Maccari n. 3 – Siena – avrà luogo un incontro-dibattito organizzato dal  Movimento Civico Senese dal titolo:

‘CONTRIBUTI PER UN RILANCIO DEL SETTORE EDILIZIO: proposte a confronto’

Interverranno:

Massimo GUASCONI (Presidente della Camera di Commercio di Siena)

Luciano CHECCUCCI (CNA Costruzioni)

Francesco PICCIOLINI ( ANCE Siena)

Antonio SCARPELLI (SUNIA)

Sarà presente Eugenio NERI, candidato Sindaco di Siena

Lincontro è una importante occasione per un confronto aperto e costruttivo con gli ‘addetti ai lavori’ per individuare le possibili soluzioni al superamento della grave crisi che ha investito il settore edilizio.

Il Movimento Civico Senese ha sin dalla sua costituzione mostrato particolare attenzione al problema, tanto da aver già presentato alcune proposte nel proprio ‘Manifesto per il bene comune’ tra le quali quella del recupero abitativo dei sottotetti e del rifacimento delle facciate degli edifici.

La cittadinanza tutta è inviata a partecipare

MOVIMENTO CIVICO SENESE

Dal Comune di Genova un esempio da seguire

Il Sindaco di Genova Marco Doria è recentemente salito agli onori della cronaca per aver distribuito ai dipendenti del comune un ‘Manuale per l’uso corretto dell’energia negli ambienti di lavoro’.

Si tratta di un piccolo vademecum contenente suggerimenti sui comportamenti da seguire come, ad esempio, evitare di accendere le luci di giorno ed aprire le persiane o alzare le tapparelle per fare entrare in stanza una maggiore quantità di luce solare, aprire le finestre solo per il ricambio dell’aria, inviare mail in luogo di fax, staccare la spina del pc quando si smette di lavorare.

A tante persone sarà capitato di entrare negli uffici pubblici ed essere assalite da ondate di  calore insopportabile, oppure di aver notato luci accese in pieno giorno anche d’estate o lampadine accese in edifici pubblici in piena notte.

In un Paese in cui gli scandali e gli sprechi sono all’ordine del giorno, Marco Doria, che viene descritto come una persona semplice che si sposta in città senza autista e con il suo immancabile zainetto, è sicuramente un esempio da seguire in tutte le istituzioni pubbliche.

Giuseppe Giordano

L’UNIVERSITA’ PROPONE UN ACCORDO NON STIPULABILE

Riceviamo e pubblichiamo

La UIL ritiene la proposta del contratto integrativo 2012 dell’Università di Siena una inutile provocazione. Venerdì 15 Feb si è svolta una assemblea del personale dell’Università di Siena indetta da UIL RUA, CISAPUNI e CISAL sulla proposta del contratto integrativo anno 2012 dell’Università di Siena. Nel corso dell’assemblea è stata espressa la difficoltà dei lavoratori che da 25 mesi sono senza una parte fondamentale del trattamento economico, con l’azzeramento del salario accessorio.
La UIL ritiene l‘accelerazione delle trattative da parte dell’Ateneo pretestuosa e strumentale, tesa a dimostrare al giudice – visto l’approssimarsi dei giudizi sugli innumerevoli ricorsi che stanno per arrivare all’Università per l’indebito taglio – che il 2011 può passare “in cavalleria” e che il conflitto è in parte rientrato. L’eventuale accordo permetterebbe infatti di ridurre formalmente il contenzioso, lasciando il 2011 alla mera decisione del Giudice. La UIL ha espresso contrarietà in ordine alla procedura scelta dalla Amministrazione di provare a proporre un accordo per il 2012, procedura che ignora e “salta” completamente un anno di contrattazione, il 2011. Ufficialmente le risorse dell’anno 2011 sono destinate a recuperare il presunto debito accertato dal MEF, scaricando i costi di una cattiva gestione sulle spalle dei lavoratori che non ne hanno nessuna responsabilità.
Riteniamo che il mancato pagamento dei compensi anno 2011 dell’Università sia tra le altre cose una lesione del diritto sancito dall’art.36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro…”.. In questo caso invece la retribuzione 2011 non ha adeguatamente remunerato la prestazione chiesta e resa, negando una parte di salario concordata e finanziata per contratto pubblico nazionale. Il fondo, pur definito “accessorio”, è infatti parte fondamentale della retribuzione; quantificato con risorse nazionali all’atto del rinnovo del CCNL, è incomprimibile per la parte delle indennità previste dalla Legge, come sancito dal MEF che infatti aveva invitato l’amministrazione ad erogare le indennità. La retribuzione accessoria finanziata a livello nazionale non è a nostro avviso nella disponibilità di nessun organo, né interno di gestione nè esterno di controllo; tantomeno può essere utilizzato per pagare “cambiali” firmate da qualcun altro!
Il salto di un anno di contrattazione è quindi inaccettabile, e come UIL riteniamo che in mancanza di un accordo nuovo continui ad applicarsi quello precedente, come previsto dall’Art.5 c.4 ccnl: “I contratti collettivi integrativi in vigore conservano la loro efficacia giuridica ed economica fino alla stipulazione dei successivi contratti collettivi integrativi.”
Su questo punto sarà il Giudice a doversi esprimere, visto che l’Amministrazione non è di questo avviso e sta infatti provando ad avviare il confronto su un nuovo anno, il 2012, diverso dal 2011. Il solo accordo previsto per l’anno 2011 è relativo al lavoro straordinario, le cui risorse, non spese interamente, verrebbero riversate sul Fondo 2012.
La proposta sul Fondo 2012, per quanto riguarda le risorse, è ancora presuntiva e provvisoria: il Fondo totale ammonta a 1.286.595,61 ma è in fase di rideterminazione per le cessazioni intervenute. A questi andranno ancora detratti 600.000€ per debito MEF, ed aggiunte 211.000€ di risorse non utilizzate di risorse dello straordinario 2011. Insomma le risorse per l’anno 2012 sono tutt’altro che certe! Quindi il tentativo di fare un accordo si fonda su basi ambigue e tutt’ora indeterminate, ed indica a nostro avviso una volontà politica di condizionare in qualche modo il giudizio dei giudici.
Altre problematiche sono relative alla retroattività del contratto, che modifica l’organizzazione del lavoro, prevedendo nuove attività e cancellando di fatto quelle già svolte e per le quali era attesa dai lavoratori la conseguente retribuzione. La proposta, infatti, prevede il pagamento di posizioni organizzative con effetto dal 1° gennaio 2012 quando gli incarichi hanno avuto decorrenza 1° novembre. Si vanno, quindi, a remunerare retroattivamente posizioni non ricoperte ad evidente danno di quanti hanno svolto le proprie mansioni legate alla organizzazione precedente senza che l’Amministrazione abbia chiesto di interrompere quanto richiesto, in conseguenza dei precedenti contratti integrativi. Inoltre l’accordo viola il Regolamento per l’individuazione dei criteri di organizzazione degli uffici e dei servizi centrali di ateneo e per l’attribuzione delle posizioni funzionali di maggiore rilevanza, che prevede l’emanazione di un avviso pubblico e di una selezione per il conferimento degli incarichi.
Indicare al personale che si cambiano ora – nel 2013 – le regole dell’anno 2012 è una proposta non accettabile. Riteniamo cosa ovvia che l’innovazione del processo organizzativo, conseguente ad un nuovo contratto integrativo, debba entrare in vigore successivamente alla data della sottoscrizione, in modo che il personale possa adeguare la propria attività rispetto al nuovo modello organizzativo. Invece pare che l’Ateneo non la pensi così, intendendo modificare le regole del gioco addirittura a partita finita!
L’assemblea dei lavoratori ha condiviso le motivazioni della UIL, che si è chiaramente espressa ritenendo irricevibili le proposte dell’Amministrazione; è però necessario continuare a seguire l’iter della proposta per il rinnovo del contratto integrativo cercando soluzioni per il futuro dell’Ateneo.
Una soluzione a questo punto è necessaria, ma dopo 25 mesi sarebbe naturale pretendere ed attendere una proposta dignitosa per i lavoratori di Siena.

Mario Finoia – Segretario UIL RUA Toscana

Una coalizione di volonta’ condivise.

Caro Mugnaioli,

stia certo che le proposte stanno per arrivare, e concrete.

Come coalizione stretta intorno alla candidatura di Eugenio Neri abbiamo preferito privilegiare un programma fatto idee nuove, condivise e realizzabili che saranno a breve presentate alla città in modo organico.

Abbiamo voluto ‘dare tempo al tempo’ e lasciare a voi la scena politica dell’esilarante commedia rappresentata dalle primarie locali.

Forse le sembrerà strano, ma diversamente dal candidato che lei sostiene, non è nostro costume proporre favole, libri dei sogni né decine e decine di coccole che rappresentano solo spot elettorali propri di una politica ormai superata dai tempi e da una realtà profondamente mutata.

A proposito di quest’ultima sembra che solo gli organi comunali del suo partito continuino a pensare che gli scenari siano immutati come dimostrano la caccia ai fantasmi, la ricerca del nemico di turno e del soccorso del partito nazionale per dar corso ad alcune proposte di dubbia credibilità ed utilità.

Noi invece, come MCS e come primo atto programmatico di una serie di idee contenute nel nostro Manifesto per il Bene Comune, abbiamo preferito partire dalla individuazione di un candidato sindaco che incarni caratteristiche diametralmente opposte a quello che lei sostiene: un uomo che non ha bisogno della politica per vivere, che viene dalla società civile,  un profondo conoscitore della città e dei valori autentici del suo popolo, una persona cioè, che grazie ai suoi studi ed all’impegno professionale, sia in possesso di conoscenze e sensibilità tali da potersi permettere di presentarsi come un ‘primus inter pares’.

Per quello che riguarda la nostra coalizione, continui pure a portare avanti gli attacchi strumentali che crede e che costituiscono una delle caratteristiche principali di una politica veterocomunista.

Riteniamo molto più credibile rispetto al suo apparato di partito chi ha compiuto una battaglia di legalità all’interno dell’amministrazione comunale guidata dal suo candidato e chi ha voglia di ripartire da presupposti diversi senza disconoscere gli errori del passato.

Per quanto ci riguarda come MCS siamo nati mettendo insieme storie differenti, convinti come siamo che quello che ci deve contraddistinguere non siano le antiche appartenenze, ma la volontà condivisa di scrivere una nuova storia della nostra comunità.

Per costruire una città finalmente aperta al mondo che stia nel mondo e che con il mondo competa non più con la ricchezza finanziaria avuta in eredità ed oggi dissipata, ma con le energie che il suo orgoglio saprà far emergere dal profondo .

La volontà di un cambio di passo e di un effettivo rinnovamento alberga in tutte quelle persone, e le garantisco che sono tante, che tutto questo lo hanno capito bene e sanno che, nella nostra coalizione, rappresentano particolare elemento di garanzia quanti non hanno mai fatto parte del sistema di potere di cui il suo partito rappresenta la massima espressione.

Giuseppe Giordano Movimento Civico Senese

Una domanda semplice semplice di Eugenio Neri a Franco Ceccuzzi

“Caro Dott. Franco Ceccuzzi: una domanda

Nei miei interventi pubblici non mi intrometto spesso nella situazione del “campo” avversario, non tanto per paura di essere “sbranato” ma perché preferisco portare le mie riflessioni sulla città  ed il suo futuro di ricostruzione.

Tuttavia questa volta lo faccio con una domanda diretta ed esplicita a Franco Ceccuzzi: caro Dott. Ceccuzzi, in futuro sarà ancora Lei il candidato del PD a sindaco di Siena ? E’ Lei il leader forte e credibile in Europa invocato da Starnini in una recente manifestazione elettorale (quando ha dichiarato ”La nostra città di Siena ha bisogno di una leadership forte e credibile in Europa, che sia in grado di migliorare la situazione del debito pubblico, aiutando così anche Banca Mps)?

Mi interessa non per curiosità  personale, ma perché l’incertezza all’interno del vostro partito è un segnale di estrema confusione per la città e le sue istituzioni. Il vostro programma, anzi la “ricetta”, è chiaro: se vinciamo noi le elezioni nazionali Siena avrà un nuovo Bancomat, lo Stato, che ci aiuterà! Non è altrettanto chiaro chi sarà localmente l’attore della nuova distribuzione. Non è affatto chiaro, inoltre, il motivo per cui da Roma dovrebbero guardare Siena con tanto riguardo, visto che i vertici del PD, da Bersani alla “conterranea” Bindi, hanno scaricato senza alcuna esitazione Siena e la dirigenza locale del partito accusata di “localismo”.

I banchieri della cosiddetta “banca rossa” avevano, come si è visto, dimestichezza con i derivati finanziari basati sul futuro. Noto invece che nel PD locale il futuro termina il giorno delle elezioni politiche ed anche il Suo sembra dipendere da quel risultato. Lei è consenziente? E’ consapevole di ciò o è solamente utile per passare il guado (fangoso peraltro) del 24 e 25 febbraio? Ci dica con tutta franchezza se Lei sarà il primo ad accettare di essere ‘discontinuato’. Grazie”.

Eugenio Neri

 candidato sindaco di Siena

LA RESTITUZIONE DELL’IMU E’ SOLO UNA CHIMERA?

Se la proposta di Silvio Berlusconi di restituire l’Imu agli italiani detta l’agenda elettorale di questi giorni e attira, secondo gli ultimi sondaggi, quasi 4 italiani su 10, i contribuenti sono già scesi sul piede di guerra contro l’odiato e discusso balzello.

Da settimane, infatti,  le associazioni dei consumatori,  sono al lavoro per chiedere a gran voce il rimborso dell’Imposta Municipale Unica pagata dai cittadini nel 2012.

Le risposte non si sono fatte attendere: sono state circa 300mila le domande già presentate per ottenere il rimborso ed il numero è destinato a crescere fino alla data di scadenza del 28 febbraio.

La questione del rimborso era stata, però, già affrontata dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti che pubblicamente ha promosso una class action contro l’Imu.

Tutto nasce dall’analisi del Rapporto Ue 2012 su Occupazione e sviluppi sociali, secondo cui la vecchia Ici non aveva impatto sulle disuguaglianze e aumentava leggermente la povertà, mentre la nuova IMU per essere più equa e avere un effetto redistributivo dovrebbe essere modificata in senso più progressivo.

Ciò che viene lamentato, in sintesi,  è la mancanza di equità della ormai tanto ‘chiacchierata’ tassa sugli immobili.

Ricordiamo che secondo Giulio Tremonti l’Imu è incostituzionale perché  infrangerebbe l’articolo 3 (principio di uguaglianza), l’articolo 47 (tutela del risparmio) e l’articolo 53 (principio di capacità contributiva).

La base imponibile dell’imposta si identifica, infatti, con il valore dell’immobile, calcolato sulla base della rendita catastale rivalutata senza una opportuna progressione temporale, e non tenendo conto del valore economico reale e senza prevedere alcun criterio correttivo successivo, necessario per avere quella flessibilità che avrebbe garantito all’imposta il rispetto del principio di uguaglianza sancito all’art. 3 della Costituzione.

L’assenza di correttivi necessari ad assicurare la parità di trattamento fra cittadini si ripercuote inevitabilmente sul principio di capacità contributiva, perché ogni cittadino è obbligato a contribuire alla spesa pubblica in base alle proprie risorse, per cui se l’aumento della base imponibile, avviene in modo indiscriminato, genererà una sproporzione di quanto è dovuto, rispetto alla capacità contributiva del cittadino, violando cosi l’art. 53 della Costituzione.

L’IMU, secondo le contestazioni che la riguardano, andrebbe anche contro il principio della tutela del risparmio di cui all’art.47 della Costituzione, poiché colpisce in modo indiscriminato e senza alcun meccanismo correttivo.

Nel caso in cui l’IMU venisse dichiarata ufficialmente incostituzionale, esiste un preciso procedimento per chiederne il rimborso, un’operazione, questa, che potrebbe costare caro alle casse dello Stato e dei Comuni.

Sicuramente la dichiarazione di incostituzionalità comporterebbe un notevole aggravio anche per le casse  del nostro disastrato comune, ma, poiché in ogni caso è nostro intendimento e volontà privilegiare i diritti e gli interessi dei cittadini, si ritiene opportuno di seguito specificare la procedura da seguire per la richiesta di rimborso.

Come già accaduto al tempo della vicenda IVA sulla TIA stanno proliferando in questi giorni modelli e moduli per richiedere il rimborso dell’ IMU per illegittimità costituzionale sia su internet che presso i vari Caf e patronati, in ogni modo ciascun cittadino può provvedere anche personalmente alla presentazione dell’istanza entro il 28/02 p.v.

Le fasi dell’Azione:

 Fase 1 – Si deve presentare al Comune a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno istanza in carta libera di rimborso dell’IMU pagata,  corredata dalle fotocopie delle ricevute di pagamento.

L’istanza,  anche di un singolo contribuente, può essere utile per innescare un meccanismo di cui tutti potranno comunque usufruire e beneficiare.

Ovviamente più saranno le istanze, maggiore sarà la pressione esercitata e più alte saranno le probabilità di riuscita dell’azione.

Fase 2 – Decorsi 90 giorni dalla proposizione della istanza di rimborso, ovvero decorsi 90 gg dal ricevimento della raccomandata, ed in caso di mancata risposta da parte del Comune, ovvero in caso di risposta negativa, è possibile proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Siena, evidenziando le ragioni di incostituzionalità dell’IMU e chiedendo, per tal motivo,  la remissione degli atti alla Corte Costituzionale.

Si ricorda che, pur essendo obbligatorio il ricorso ad un legale abilitato solo per le controversie aventi un valore superiore a 2.582,28 euro, il cittadino-contribuente dovrà comunque fare attenzione alla complessità degli adempimenti previsti dalla procedura (termini notifica, iscrizione a ruolo e adempimenti vari) e al rischio che la vertenza subisca un esito negativo a causa di una loro non esatta applicazione.

Le spese vive da sostenere per i ricorsi per cause di valore non superiore ad € 2.583,28 ammontano ad € 30,00 per contributo unificato.

Si consiglia comunque, l’assistenza di un legale o di un commercialista.

Fase 3 – E’ sufficiente che anche una sola delle Sezioni delle numerosissime Commissioni Tributarie italiane – verificata la fondatezza e la rilevanza della questione di costituzionalità proposta – rimetta gli atti alla Corte Costituzionale, perché questa sia tenuta ad esaminarla ed a pronunciarsi.

In caso di sentenza che dichiari l’incostituzionalità totale o parziale dell’IMU, tutti i contribuenti interessati – se non lo hanno già fatto – potranno chiedere e ottenere il rimborso di quanto ingiustamente pagato.

Per questo è importante depositare, quantomeno, l’istanza

C’è chi dubita della fondatezza dell’istanza e del successivo ricorso, in ogni modo, a questo punto, non resta che attendere la futura pronuncia della Corte Costituzionale.

 Maurizio Forzoni – Movimento Civico Senese