118 = -40% + (24,00/8,00)

Il tanto decantato servizio sanitario toscano sta per subire un ulteriore colpo per mano della stessa Regione Toscana.

Nei giorni scorsi è stata annunciata la volontà di tagliare del 40% le postazioni mediche del 118.

E’ evidente che il servizio, per continuare a funzionare,  dovrà ricorrere sempre più alle associazioni di volontariato creando disparità di trattamento nelle cure perché solo alcuni cittadini saranno soccorsi da equipe di medici ed infermieri.

Ma, purtroppo, non finisce qui!

La Regione ha anche preannunciato l’eliminazione della guardia medica dalle ore 24,00 alle ore 8,00.

Questa ulteriore iniziativa, oltre a far perdere il lavoro a tanti medici in un settore già gravato da un forte precariato, inciderà negativamente sulla qualità e l’appropriatezza delle prestazioni assistenziali e andrà ad ingolfare l’attività del 118 e delle strutture di pronto soccorso aumentandone il lavoro.

E tutto questo avviene nel silenzio delle istituzioni, dei rappresentanti dei cittadini in Regione e della conferenza provinciale dei sindaci.

 Giuseppe Giordano – Movimento Civico Senese

Profumo di ‘quizzone’!

Tra pochi giorni, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università degli Studi, sarà a Siena il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, recentemente contestato per il ‘quizzone’ dei docenti precari.

Il ministro del ‘un computer in ogni classe di medie e superiori’ è stato oggetto di forti critiche per l’organizzazione del test che darà accesso al concorso di abilitazione all’insegnamento.

Infatti sono state pubblicate sul sito del ministero con parecchi giorni di ritardo, 3500 domande con le quali i candidati potranno simulare i test di metà dicembre.

Sembra, però, che il collegamento al sito non sia fluido e che in caso di risposta errata il sistema non dia indicazione di quella esatta.

Quest’ultima constatazione apre la strada a due ipotesi: o si è voluto dire ai docenti di studiare e di farlo in fretta visto che mancano una ventina di giorni alle prove, oppure la procedura tende a ‘proteggere’ gli esperti che hanno elaborato i quiz, viste le polemiche sugli errori evidenziate in occasione di altre selezioni del medesimo dicastero.

Nel primo caso si tratterebbe dell’ennesima ‘beffa’ per tanti docenti con alle spalle una grande esperienza nell’insegnamento e che hanno già sostenuto altri concorsi a cattedra e che non possono certamente sentirsi gratificati rispondendo a domande in alcuni casi sconcertanti.

Ci auguriamo, almeno, che in occasione della sua visita senese il ministro non porti con sé tablet, ma un po’ di quattrini per le casse affamate dell’ateneo.

Il sindaco che vorrei

A breve assisteremo al susseguirsi di comunicati stampa con i quali movimenti e coalizioni formalizzeranno la candidatura del proprio candidato Sindaco per le prossime amministrative di  primavera.

Mi permetto, quindi, di fare alcune considerazioni sull’argomento sia come membro del Movimento Civico Senese che come semplice cittadino che nutre ancora speranze nel futuro della propria città e che ritiene centrale la figura del primo cittadino.

La mia analisi parte da una personale convinzione e cioè che ci deve essere un punto di rottura con le modalità usate dalla politica fino ad oggi. Occorre ripartire da idee concrete e chiare, è necessario che la politica non si faccia solo nei tavoli di qualche casa o negli uffici del potere, ma tra la gente, dimostrando di poter rivoluzionare il sistema ed essere diversi da chi ci ha preceduto.

La svolta può essere data solo unendo le forze di chi, come me, è stanco di coloro che usano la politica come strumento per benefici personali o per farne il proprio lavoro, di coloro che la utilizzano come strumento per sistemare parenti ed amici, di quanti promettono sogni che si tramutano in incubi.

Il mio sindaco ideale non deve nascere da accordi prestabiliti, ma dalla spinta di cambiamento che arriva dalla città, una persona assolutamente nuova rispetto ai vecchi schemi della politica, con un curriculum importante, competenze vere.

Un sindaco che sappia ascoltare la gente  e che prenda l’iniziativa per farlo anche in strada e nei negozi, che sappia avere particolare attenzione verso i più deboli, che sia in grado di coinvolgere  i giovani rendendoli direttamente partecipi delle scelte con le quali si disegnerà la città del futuro, che sappia rendere produttive le risorse di cui disponiamo e non farle ripiegare su sé stesse.

Chi accetterà questa sfida dovrà avere coraggio e la consapevolezza che si appresta ad un compito arduo quanto quello di attraversare un mare in tempesta, ma anche la convinzione, la forza e l’orgoglio di ridare speranza e futuro.

Marco Pasetto – Movimento Civico Senese

‘Altre forme di finanziamento’…

A volte è una tattica quella di esasperare alcune situazioni per portarle dove si vuole.

Questa è una delle possibili chiavi di lettura della recente dichiarazione del premier Mario Monti sul possibile crollo della sanità.

Il dubbio viene dalla stessa impostazione della frase: <<Il nostro sistema sanitario nazionale potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento e di organizzazione di servizi e prestazioni>>.

A voler essere maligni, ma forse neppure più di tanto, si può pensare che lo splendido professore abbia presagito la privatizzazione del sistema sanitario.

Che queste siano le intenzioni di chi ci governa sembra sia fuori discussione: a quali conseguenze portano il taglio dei posti letto e dei servizi ospedalieri, il depotenziamento dei servizi del territorio, l’aumento del costo dei ticket che rende sempre più sconveniente il servizio sanitario nazionale?

Il riferimento ad ‘altre forme di finanziamento’ ha tutto il sapore dell’apoteosi della privatizzazione del SSN e mi fa pensare al ‘Medicare’ statunitense che ha portato all’esplosione del debito pubblico americano senza garantire standard di prestazioni analoghe a quelle presenti nel nostro paese.

E tristemente mi viene in mente una frase che mi ha riferito un caro amico medico incontrato alle Scotte qualche giorno fa, quando, divagando sulla sanità senese, su come era e su come non è più, con gli occhi lucidi mi ha raccontato di quella signora da lui visitata nella stessa mattina, che con tono dimesso gli aveva detto: <<Caro dottore, mi trovo nella situazione di dover decidere se spendere quel poco che ho per mangiare o per farmi curare>>.

Giuseppe Giordano

Idee su misura

In seguito alle sempre crescente richiesta di politiche e servizi dedicati all’infanzia, si avverte l’urgenza di sviluppare progetti ed idee a misura dei bambini e delle loro famiglie.

Negli ultimi anni hanno preso vita alcune interessanti iniziative, in particolar modo in Toscana e nel Lazio, ed anche nel nostro territorio.

E’ stata, infatti, patrocinata dal Comune di Siena l’iniziativa delle ‘tate di quartiere’ e di attività parallele ai campi solari. Si è quindi trattato di un riconoscimento simbolico dell’iniziativa da parte dell’amministrazione comunale poiché il sostegno economico è stato fornito dall’oramai impoverita Fondazione Monte dei Paschi.

A nostro giudizio iniziative di tale genere devono prevedere un coordinamento educativo da parte di associazioni onlus, ma spetta al Comune garantirne la continuità e le pari opportunità di accesso. L’amministrazione comunale deve saper valutare le necessità in continua evoluzione delle famiglie e stabilire criteri di accesso che prevedano, ad esempio, un sostegno a favore delle famiglie meno agiate.

Nell’esperienza fino ad oggi maturata il servizio della tata di quartiere, rivolto a bimbi di età compresa tra i 3 ed i 10, ha una retta per bambino che parte da 420,00 ed arriva ad un massimo di 900,00 euro per un periodo di 5 settimane. L’ammontare della quota dipende dal numero di bambini che si aggregano e dal numero delle settimane per le quali viene effettuato il servizio.

E’ quindi evidente che l’accesso al servizio non è alla portata di tutti, soprattutto perché non vengono utilizzati parametri che facciano riferimento al reddito familiare. Non esistono, inoltre, percorsi per bambini diversamente abili, né attività per infanti (0-3 anni). Siamo, quindi, dell’idea che sia necessario promuovere un servizio monitorato dall’amministrazione comunale, adeguatamente programmato, stabile, i cui costi possano essere adeguati alla capacità contributiva delle famiglie stesse.

Il Comune dovrà, in buona sostanza, svolgere un ruolo centrale sia perché appare difficile un sostegno finanziario complessivamente analogo al passato da parte della Fondazione MPS, sia perché il Comune dispone di strutture (si pensi ai dismessi locali delle circoscrizioni) nei quali poter realizzare servizi attraverso canali di sussidiarietà, ovvero con l’intervento diretto di mamme che, ad esempio, si organizzano per l’assistenza a turno dei propri bambini.

Federica Gioia – Movimento Civico Senese

 

MPS, ancora cattive notizie

Le notizie degli ultimi giorni ci confermano che a Siena le cattive notizie non finiscono mai.

Facciamo specifico riferimento alla notizia che “durante la gestione Mussari venne effettuata una operazione di copertura dal rischio tassi tramite utilizzo di derivati a causa della quale oggi su un importo investito di ben 25 miliardi di euro, si ottiene un profitto di soli 65 milioni, pari allo 0.26%”.

Tale notizia, per ora non smentita, sta a significare che la banca MPS, poco prima di essere costretta a chiedere un prestito di 1,9 miliardi al Tesoro, ne investiva ben 25 in BTP a scadenza ultradecennale e che, temendo un aumento dei tassi di interesse che non si è verificato, si cautelava con quell’azione di copertura i cui risultati sono da considerarsi catastrofici.

E siccome, al momento, un rialzo dei tassi non è ipotesi realistica è evidente come l’operazione aggiunga danno al danno incidendo per lungo tempo sull’economia della banca.

C’è poi la notizia ancor più grave che Bruxelles subordina l’autorizzazione alla prossima emissione dei Monti Bond al computo al valore di mercato, nel caso (di fatto certo) di impossibilita’ della Banca di pagare le relative cedole, delle azioni da dare al Tesoro al posto delle stesse cedole.

In questo modo la Banca, come a suo tempo annunciato dal presidente Profumo, sarà di fatto nazionalizzata per una quota azionaria stimata dal 5 al 10% e ciò determinerà automaticamente una modifica dello Statuto, con l’abolizione del tetto del 4% del diritto di voto per azionisti differenti dalla Fondazione, nell’ambito della compagine azionaria di Banca Mps.

Sono a questo punto chiare le vere motivazioni per le quali Profumo ha preteso la delega in bianco per la individuazione dei nuovi soci, che non avranno più alcun ostacolo a marginalizzare la Fondazione e ad esercitare il controllo totale sul destino della Banca.

E mentre giorno dopo giorno si consuma il dramma della comunità senese, ci piacerebbe sapere se Franco Ceccuzzi, di nuovo candidato a sindaco e artefice delle nomine prima di Mussari e più recentemente di Profumo, non abbia in merito qualche opinione.

Agostino Milani – Movimento Civico Senese

Presentazione del ‘Manifesto per il Bene Comune’

In una partecipata assemblea aperta ai cittadini, il Movimento Civico Senese ha presentato presso la Saletta dei Mutilati  il ‘Manifesto per il Bene Comune’, un documento per la Siena di domani volutamente work in progress, aperto al contributo di tutti, ricco di spunti, riflessioni ed idee da approfondire, integrare e migliorare.

Con questa prima iniziativa il Movimento Civico Senese ha voluto aprire spazi di discussione attraverso analisi del contesto, dialogo ed elaborazione progettuale, ossia azioni concrete che possano superare i rigidi e desueti schemi della politica partitica e favorire intese che diventino naturali per una visione condivisa della città e non per l’adesione aprioristica a schieramenti di parte.

Le relazioni e la discussione della sala hanno toccato numerosi argomenti spesso collegati tra di loro: dalle politiche economiche e finanziarie a quelle sociali, dalle politiche urbanistiche e abitative a quelle culturali e turistiche, che possono essere fortemente influenzate da quelle che saranno le scelte delle principali Istituzioni del nostro territorio (su tutti Fondazione MPS, Università, Comune).

La discussione ha evidenziato come il fallimento del cosiddetto sistema Siena abbia esaurito gran parte della propria ricchezza e non sia più in grado di garantire sviluppo, benessere e coesione sociale.

Da ciò nasce la necessità di elaborare un progetto di sviluppo che non appartenga al libro dei sogni, non prometta 50, 100 o più coccole, ma che sia, invece, veritiero e realizzabile.

Per far questo occorre un cambiamento di mentalità, in particolare di coloro che non riescono ad acquisire la consapevolezza del fatto che la realtà in cui viviamo è profondamente mutata e pensano di vivere in un contesto che non esiste più.

E’, quindi, indispensabile ripartire dalle forze positive di cui la città dispone e da quella voglia di fare e creare che hanno un tempo fatto di Siena la grande città cosmopolita che ci è stata tramandata, centro di una finanza potente ma al tempo stesso etica e solidale, di un rigoglioso commercio e di una fervida cultura.

Movimento Civico Senese

Sul decreto Balduzzi

 Il decreto Balduzzi è stato ed è oggetto di dichiarazioni che stanno generando confusione e facili illusioni nell’opinione pubblica perché spesso si sottovaluta il contesto in cui la norma si pone. Il riordino delle cure primarie dovràfare ancora molta strada e chi ha parlato di medico di famiglia 24 ore su 24 per tutta la settimana come se fosse già realtà, sarà destinato a ricredersi ed a fare pubblica ammenda nei confronti dell’opinione pubblica.

 Ancora una volta la riorganizzazione dell’assistenza H. 24 viene subordinata alla presenza di risorse che non ci sono ed alla riapertura dei tavoli contrattuali bloccati sino al 2014.

 La realizzazione di mega-strutture (le cd Aggregazioni Funzionali Territoriali) collegate in via telematica con l’ospedale per favorire il coordinamento operativo tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, guardie mediche, specialisti ambulatoriali, personale infermieristico ed amministrativo, richiede la dotazione di una strumentazione di base indispensabile per il buon funzionamento di tutto il sistema, ma a causa della sensibile contrazione delle risorse finanziarie destinate al S.s.n. dovute alla spending review, tutto questo potrebbe rimanere lettera morta.

 In questo scenario risulta difficile pensare che possano essere investire nuove risorse in queste forme aggregative tanto più che per sopperire alla perdita di finanziamenti, la Regione ha già provveduto ad aumentare i ticket per la specialistica e la farmaceutica senza risparmiare neppure i malati cronici.

 Nelle nuove mega-strutture il medico di famiglia sarà presente soltanto in alcune ore della giornata, seguendo una turnazione con gli altri componenti del gruppo composto da 20-30 medici. Chi avrà bisogno di un medico lo troverà in qualsiasi ora del giorno, ma non sarà sempre il suo medico di fiducia, bensì un altro del gruppo che lo valuterà ricavando la sua storia clinica dal computer.

 Lo scopo delle nuove aggregazioni di medici è, nelle intenzioni del decreto, quello di favorire la medicina d’iniziativa garantendo la continuità dell’assistenza sul territorio e ricorrendo all’ospedale solo nei casi più complessi evitando gli accessi impropri al pronto soccorso che oggi rappresenta il vero problema.

 Il processo di decongestione degli ospedali, se non è contestuale al consolidamento dell’assistenza territoriale, determina di fatto l’impossibilità dei cittadini di beneficiare di quelle cure che oggi hanno grazie all’attività del medico di famiglia disponibile dalle 8 alle 20 ed al servizio di Emergenza-Urgenza che con la guardia medica ed il 118 garantisce la copertura dalle 20 alle 8 del giorno successivo.

 Un sistema, quello attuale, che offre un’assistenza capillare su tutto il territorio per l’intero arco della giornata e solo se rafforzato potrà migliorare, soprattutto in previsione di quel 10% di tagli ai posti letto previsti nella spending review.

 Alcuni anni fa in Toscana, fu fatto un tentativo simile a quello previsto nel decreto Balduzzi attraverso l’apertura di ambulatori pediatrici nei giorni pre-festivi e festivi, ma il servizio risultò troppo costoso e comportò la sua chiusura con buona pace dei genitori che non avendo punti di riferimento si videro costretti a rivolgersi ai pronto soccorso. Stesso discorso ed identico risultato per le guardie mediche che circa quattro anni fa si sono viste ridurre le postazioni dai professionisti dei tagli alla spesa, abituati più ai numeri che ai risultati.

 Non vi è dubbio che alcune dichiarazioni, di questi giorni, fanno intravedere la voglia di ulteriori tagli alle cure territoriali in contrasto con il rilancio di cui parla il decreto.

 Sono stati enunciati modelli bizzarri quanto fantasiosi che stanno creando confusione sia nei medici che nei pazienti come quelli che affermano che il medico di famiglia opererà 24 su 24 per poi essere smentiti da chi dice che i maxi-ambulatori saranno attivi sino alla mezzanotte, fino ad arrivare a coloro che sostengono che la guardia medica sarà attiva solo dalle 20 alle 24 mentre sino alle 8 entrerà in funzione il 118.

 Sono tutte ipotesi che, se realizzate, porteranno ad un indebolimento dell’attuale sistema con il conseguente sovraffollamento delle strutture di pronto soccorso.

 Il 118 dopo le 24 utilizzerà, con molta probabilità, il sistema del see and treat già presente in alcune realtà della Toscana facendo intervenire, in prima istanza, un infermiere professionale che valuterà la necessità o meno di chiamare il medico dell’emergenza sul posto.

 E’ evidente che al cittadino bisognoso di cure non rimarrà che prendere la cornetta del telefono e chiamare il suo medico di fiducia, nel cuore della notte, se non altro per chiedergli chiarimenti.

 Riteniamo che questa riforma, qualora non fosse modificata, ci porterà indietro nel tempo con l’affermazione di una logica di budget che favorirà l’appalto di servizi a società cooperative ed assicurazioni capaci di trasformare il rischio di ammalarsi in spesa garantendo assistenza medica e farmaceutica con professionisti di loro fiducia.

 Ciò con grave danno dei ceti meno abbienti e dei soggetti fragili (anziani e malati cronici) e con l’adozione di modelli assistenziali d’oltreoceano che gli USA vogliono cambiare e che nel nostro paese si tenta di adottare.

 

Risposta ad articolo del Corriere di Siena

 Gentile Direttore,

 prendiamo spunto dal suo articolo del 1° novembre che preannuncia la possibilità di una candidatura a Sindaco di Alessandro Piccini con il sostegno di più liste e movimenti per alcune considerazioni e precisazioni.

 L’attuale frammentazione del quadro politico cittadino è la dimostrazione di alcune situazioni degne di sottolineatura. La nascita di associazioni e movimenti è un segnale di una certa effervescenza dell’interesse verso la cosa pubblica a dispetto del generale clima di sfiducia verso la politica che regna nel nostro Paese. Questo segnale dimostra che c’è maggiore consapevolezza sulla necessità di forme di partecipazione alla vita politica lontane dai soliti paradigmi, ovvero che la partecipazione deve nascere dal ‘basso’, dalla società civile ed in modo totalmente svincolato da iniziative di padri nobili o deus ex machina.

 Come Movimento Civico Senese auspichiamo che dalla descritta frammentazione possano nascere aggregazioni che propongano una idea diversa di governo della città, distante dalle logiche del passato e che abbia alla base poche e concrete idee per dare speranza e rilanciare una città in evidente declino. Per far questo riteniamo che l’unico collante possa essere il confronto serrato su idee, progetti e soluzioni poiché non può essere sufficiente la creazione pura e semplice di schieramenti che si pongano per vocazione come alternativi alle forze partitiche che hanno male amministrato la città riducendola allo stato che è sotto gli occhi di tutti.

 E’ per questo che a breve presenteremo alla città un nostro manifesto aperto alla discussione ed al contributo di tutti, con l’auspicio che possano nascere sinergie ed intese per il bene comune.

  A nostro modo di vedere è soltanto dal passaggio attraverso questa fase di confronto di idee e di prospettive che possono nascere aggregazioni e che può maturare la scelta di un candidato a sindaco che dovrà essere di garanzia, competente, politicamente affidabile e che agisca con la diligenza del buon padre di famiglia e come un primus inter pares nei confronti di tutti i cittadini.

Giuseppe Giordano – Movimento Civico Senese