Comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo:

Come concordato al termine della conferenza stampa di oggi, si invia il comunicato stampa che è stato letto stamattina dal Direttivo LMPT Siena e dal Comitato Sentinelle in Piedi di Siena.
Per ulteriori approfondimenti, oltre a quanto emerso nell’incontro odierno, si invita a visitare i siti internet dei due gruppi.

www.lamanifpourtousitalia.it

www.sentinelleinpiedi.it

Nel ringraziare nuovamente i giornalisti si porgono cordiali saluti.

Sentinelle in piedi

SIENA

Riceviamo e pubblichiamo:

UNA CITTÀ FEROCE

La notizia della morte di David Rossi, della tragedia di un uomo ormai solo consumata in un cortile oscuro della banca MPS, ci spinge ad alcune considerazioni che vanno al di là del dolore inevitabile di fronte ad un gesto immenso che scuote la città fin nelle viscere.

La tragicità del gesto ed il mistero della morte che trascende ogni destino, ci impongono innanzitutto il rispetto e di sospendere ogni giudizio su un uomo che ha avuto un ruolo di rilievo in una storia che ha mutato per sempre il futuro della nostra città.

Quello sul quale vogliamo riflettere è un gesto che nega la speranza e quella stessa pietas che è stato elemento caratterizzante della nostra storia civile, a volte violenta, dura e intransigente ma che mai negava la speranza

Finché c’è vita c’è speranza è un antico adagio che significa anche il contrario, ovvero che finché c’è la speranza c’è la vita.

La mancanza di speranza  che caratterizza la società contemporanea compromette anche la speranza di vita.

Questa morte assurda fa il paio con le monetine lanciate contro Mussari e ci dicono come il sistema Siena, al di là dei suoi dissesti finanziari, sia tuttora vivo con i suoi valori implacabili, feroci e disumani perché non fa differenza se le folle, un tempo osannanti, si sono trasformate in folle di giustizieri

C’è la casta degli eletti e chi cade e chi è fuori sono civilmente morti, in una società dove il potere è la misura del successo e dove il successo si conquista con la furbizia e mai con il merito, che è sacrificio e sobrietà di comportamenti e sopratutto consapevolezza dei propri limiti e delle proprie debolezze.

Questa città è diventata l’emblema di una nazione, il luogo dove ogni vizio diventa metafora di un potere fine a se stesso, non più a servizio della comunità e che diventa arroganza cialtrona ed autoreferenziale e dove per chi cade non c’è pietà ne possibilità di riscatto.

Gli amici di ieri diventano nemici da odiare e da distruggere e la collusione diventa modello di vita, tollerato e meritevole di rispetto.

La smorfia che deforma il volto di Mussari e questa morte tragica possano insegnarci l’assurdità di un modus vivendi che è diventato costume in questa città, oggi purtroppo fatta di mediocrità e dove il malessere sociale sta montando a livelli finora mai immaginati.

I risultati delle recenti elezioni annunciano l’avvento di nuovi scenari, forse contraddittori ma estremamente chiari nelle istanze di rinnovamento indicate dai cittadini, delineando il tramonto di un epoca e affidando alla Storia personaggi e attori della commedia italiana.

A Siena tale tramonto materializza la fine di un mondo che non riesce a sopravvivere a se stesso perché si è dimenticato di guardarsi intorno, compiacendosi nel credere di essere immortale e che nulla e nessuno lo avrebbe sconfitto.

Un mondo che non ha avuto coscienza del tempo e che la sconfitta sarebbe nata dal proprio interno

Quando verità e responsabilità saranno venute a galla e saranno scomparsi gli ultimi giapponesi di una stagione politica non più proponibile, sarà necessario oltrepassare lo spirito di rivalsa per ritrovare un costume comune più civile e più umano, fondato sul merito, sull’etica del sacrificio e di un rinnovato patriottismo civico, che sappia recuperare l’antica pietas e i valori di solidarietà un tempo connaturati alla nostra comunità civica.

Agostino Milani

L’UNIVERSITA’ PROPONE UN ACCORDO NON STIPULABILE

Riceviamo e pubblichiamo

La UIL ritiene la proposta del contratto integrativo 2012 dell’Università di Siena una inutile provocazione. Venerdì 15 Feb si è svolta una assemblea del personale dell’Università di Siena indetta da UIL RUA, CISAPUNI e CISAL sulla proposta del contratto integrativo anno 2012 dell’Università di Siena. Nel corso dell’assemblea è stata espressa la difficoltà dei lavoratori che da 25 mesi sono senza una parte fondamentale del trattamento economico, con l’azzeramento del salario accessorio.
La UIL ritiene l‘accelerazione delle trattative da parte dell’Ateneo pretestuosa e strumentale, tesa a dimostrare al giudice – visto l’approssimarsi dei giudizi sugli innumerevoli ricorsi che stanno per arrivare all’Università per l’indebito taglio – che il 2011 può passare “in cavalleria” e che il conflitto è in parte rientrato. L’eventuale accordo permetterebbe infatti di ridurre formalmente il contenzioso, lasciando il 2011 alla mera decisione del Giudice. La UIL ha espresso contrarietà in ordine alla procedura scelta dalla Amministrazione di provare a proporre un accordo per il 2012, procedura che ignora e “salta” completamente un anno di contrattazione, il 2011. Ufficialmente le risorse dell’anno 2011 sono destinate a recuperare il presunto debito accertato dal MEF, scaricando i costi di una cattiva gestione sulle spalle dei lavoratori che non ne hanno nessuna responsabilità.
Riteniamo che il mancato pagamento dei compensi anno 2011 dell’Università sia tra le altre cose una lesione del diritto sancito dall’art.36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro…”.. In questo caso invece la retribuzione 2011 non ha adeguatamente remunerato la prestazione chiesta e resa, negando una parte di salario concordata e finanziata per contratto pubblico nazionale. Il fondo, pur definito “accessorio”, è infatti parte fondamentale della retribuzione; quantificato con risorse nazionali all’atto del rinnovo del CCNL, è incomprimibile per la parte delle indennità previste dalla Legge, come sancito dal MEF che infatti aveva invitato l’amministrazione ad erogare le indennità. La retribuzione accessoria finanziata a livello nazionale non è a nostro avviso nella disponibilità di nessun organo, né interno di gestione nè esterno di controllo; tantomeno può essere utilizzato per pagare “cambiali” firmate da qualcun altro!
Il salto di un anno di contrattazione è quindi inaccettabile, e come UIL riteniamo che in mancanza di un accordo nuovo continui ad applicarsi quello precedente, come previsto dall’Art.5 c.4 ccnl: “I contratti collettivi integrativi in vigore conservano la loro efficacia giuridica ed economica fino alla stipulazione dei successivi contratti collettivi integrativi.”
Su questo punto sarà il Giudice a doversi esprimere, visto che l’Amministrazione non è di questo avviso e sta infatti provando ad avviare il confronto su un nuovo anno, il 2012, diverso dal 2011. Il solo accordo previsto per l’anno 2011 è relativo al lavoro straordinario, le cui risorse, non spese interamente, verrebbero riversate sul Fondo 2012.
La proposta sul Fondo 2012, per quanto riguarda le risorse, è ancora presuntiva e provvisoria: il Fondo totale ammonta a 1.286.595,61 ma è in fase di rideterminazione per le cessazioni intervenute. A questi andranno ancora detratti 600.000€ per debito MEF, ed aggiunte 211.000€ di risorse non utilizzate di risorse dello straordinario 2011. Insomma le risorse per l’anno 2012 sono tutt’altro che certe! Quindi il tentativo di fare un accordo si fonda su basi ambigue e tutt’ora indeterminate, ed indica a nostro avviso una volontà politica di condizionare in qualche modo il giudizio dei giudici.
Altre problematiche sono relative alla retroattività del contratto, che modifica l’organizzazione del lavoro, prevedendo nuove attività e cancellando di fatto quelle già svolte e per le quali era attesa dai lavoratori la conseguente retribuzione. La proposta, infatti, prevede il pagamento di posizioni organizzative con effetto dal 1° gennaio 2012 quando gli incarichi hanno avuto decorrenza 1° novembre. Si vanno, quindi, a remunerare retroattivamente posizioni non ricoperte ad evidente danno di quanti hanno svolto le proprie mansioni legate alla organizzazione precedente senza che l’Amministrazione abbia chiesto di interrompere quanto richiesto, in conseguenza dei precedenti contratti integrativi. Inoltre l’accordo viola il Regolamento per l’individuazione dei criteri di organizzazione degli uffici e dei servizi centrali di ateneo e per l’attribuzione delle posizioni funzionali di maggiore rilevanza, che prevede l’emanazione di un avviso pubblico e di una selezione per il conferimento degli incarichi.
Indicare al personale che si cambiano ora – nel 2013 – le regole dell’anno 2012 è una proposta non accettabile. Riteniamo cosa ovvia che l’innovazione del processo organizzativo, conseguente ad un nuovo contratto integrativo, debba entrare in vigore successivamente alla data della sottoscrizione, in modo che il personale possa adeguare la propria attività rispetto al nuovo modello organizzativo. Invece pare che l’Ateneo non la pensi così, intendendo modificare le regole del gioco addirittura a partita finita!
L’assemblea dei lavoratori ha condiviso le motivazioni della UIL, che si è chiaramente espressa ritenendo irricevibili le proposte dell’Amministrazione; è però necessario continuare a seguire l’iter della proposta per il rinnovo del contratto integrativo cercando soluzioni per il futuro dell’Ateneo.
Una soluzione a questo punto è necessaria, ma dopo 25 mesi sarebbe naturale pretendere ed attendere una proposta dignitosa per i lavoratori di Siena.

Mario Finoia – Segretario UIL RUA Toscana

Ci odiate di più? Chissà …

Riceviamo dalla OO.SS. e dalle RSU dell’Università di Siena questa nota che volentieri pubblichiamo

Si è svolta nel pomeriggio di ieri una seduta di contrattazione sul salario accessorio 2012 e sulla distribuzione dello straordinario 2011.

Il 21 ottobre 2012 come OO.SS. avevamo presentato una piattaforma con una serie di richieste che discendevano dal nostro CCNL, tra le quali il pagamento dell’indennità mensile d’ateneo (IMA) non sottoposta a valutazione e prevista per tutti. L’IMA non è una parte del salario accessorio legato alla produttività, ma un’indennità mensile (circa 50 euro lordo lavoratore) da corrispondere in dodici mensilità a tutto il personale tecnico ed amministrativo così come previsto dall’art. 41 del CCNL 2002-2005, e ripreso dal CCNL 2006-2009 tutt’ora vigente.

Ci è stato invece proposto di sottoporre l’IMA a valutazione, ma non possiamo accettare ciò che va contro le norme né possiamo soggiacere al ricatto di dare carta bianca e comprimere i nostri diritti o restare senza salario accessorio di fronte al quale ci pone l’amministrazione.

In numerose sedute di contrattazione ed anche ieri di fronte alle nostre richieste e alla difesa del CCNL, la Direttrice Amministrativa ha usato bieche e neppur tanto velate minacce come quella di non destinare risorse aggiuntive, i risparmi da straordinario, nel fondo per il salario accessorio se non ci fossimo piegati al volere dell’amministrazione.

Valutiamo particolarmente grave l’uso della leva economica per piegare le OO.SS. e la RSU, tanto più che la destinazione di risorse aggiuntive va nella direzione di giovare più che altro al Rettore ed al DA che, diversamente, non riuscirebbero a remunerare alcune responsabilità che gli stanno più a cuore.

Noi però non cediamo e di fronte all’ennesimo tentativo della Direttrice Amministrativa di spingere le OO.SS. e la RSU a fare scelte che ci danneggiano abbiamo abbandonato il tavolo.

Non è stata una scelta facile, ma di fronte alla sordità dei vertici di questo Ateneo, non possiamo prenderci/vi ancora in giro. Il Rettore ha provato a gettare addosso a noi la responsabilità della mancata erogazione del salario accessorio, ma sa bene che se vuole può applicare la legge, emanando un atto unilaterale provvisorio per il 2012. Se ne deve assumere, però, la responsabilità politica di fronte a tutto il personale e all’opinione pubblica. Per due anni Rettore e DA hanno potuto addossare ai revisori dei conti e al MEF la responsabilità di non saper chiudere un contratto integrativo, ma ora non ci sono più scuse e non possono scaricare su altri le proprie responsabilità.

Rettore e Direttrice Amministrativa vorrebbero imporci la valutazione dell’IMA, collettiva per il 2012 e individuale per il 2013, ma noi non possiamo andare contro il CCNL né possiamo soggiacere a politiche padronali che vorrebbero dare continuità alle pressioni che tutto il personale sta vivendo da diversi mesi a causa di una riorganizzazione avventata. Accettare la valutazione dell’IMA porrebbe ancora una volta il nostro Ateneo a livello nazionale come apripista di un tentativo dei ministeri di svuotare il CCNL di valore.

Non abbiamo neppure accettato il ricatto sullo straordinario 2011, la vera farsa delle relazioni sindacali degli ultimi 3 anni. Sono anni che poniamo la questione in trattativa e che pretendiamo una soluzione.

Ieri ci è stato proposto lo stesso regime di pagamento di ore in esubero per il 2011 e per il 2012. La Direttrice Amministrativa non vuole tenere conto del fatto che il 2011 è una sanatoria, mentre per il 2012 si potevano trovare soluzioni più giuste. Se per il 2011 la proposta era pagare dalla 41esima ora alla 190esima, già di per sé dura da digerire, per il 2012 si sarebbe dovuto fare un ragionamento non solo numerico, e pagare semmai dalla prima ora alla 100esima. L’impegno di tanti in questo anno di riorganizzazione non si è esplicitato solo in tante ore di esubero ma se pagassimo dalla 41esima ora molti si vedrebbero tagliati fuori. Tutto questo però non interessa ai vertici di questo Ateneo, per loro le nostre proposte sono una perdita di tempo. Ieri non gli interessava altro che chiudere un accordo sullo straordinario 2011-2012 per pagare coloro a cui avevano promesso qualcosa, e far vedere che avevano ottenuto l’avallo delle OO.SS. e della RSU.

Ora ci viene detto che se non abbiamo risolto la questione dello straordinario la colpa è nostra solo perché abbiamo chiesto criteri chiari e non discriminatori tra il personale. Forse siamo attaccati su questo punto perché gli intenti erano diversi? Si erano fatte promesse che ora non si riescono a mantenere? Si volevano fare figli e figliastri ?

La Direttrice Amministrativa in una delle ultime sedute di contrattazione ci ha urlato contro nel corridoio: “Tutti vi odiano perché non volete accettare niente”.

Diversamente da chi ha la responsabilità dell’amministrazione e che evidentemente pensa di avere una mission caritatevole, noi non facciamo sindacato per essere amati, ma soltanto per far valere i ‘giusti diritti’ previsti dall’ordinamento, quei diritti che forse qualcuno, con odio più che con amore, vorrebbe calpestare.

Siamo disposti a tornare al tavolo quando i nostri vertici decideranno di togliere la questione dell’IMA valutata dal contratto integrativo, e quando saranno disposti a discutere di straordinario 2012 in modo concreto.

RSU d’Ateneo, CISAL, CISAPUNI, FLC-CGIL, CISL, UGL-INTESA, UIL-RUA, USB P.I.