Un aggiornamento sul servizio di Mensa scolastica

Nel Consiglio comunale del 3 giugno ho esposto una interrogazione presentata insieme ad Eugenio Neri sul servizio di Mensa scolastica.
Le nostre richieste sono state finalizzate a capire meglio l’origine degli alimenti somministrati viste anche le giuste sollecitazioni da parte di numerosi genitori. Ho riconosciuto all’Assessore Tarquini di aver risposto puntualmente fornendo una serie di informazioni di dettaglio.

La risposta ha evidenziato difficoltà nel garantire il costante approvvigionamento di prodotti biologici per l’elevato numero di pasti preparati. E’, quindi, evidente che l’indicazione ‘bio’ che veniva riportata nei menu dell’ASP non aveva una rispondenza con i prodotti realmente utilizzati. Abbiamo anche appreso che grazie ad un progetto della Regione Toscana sarà possibile utilizzare pesce proveniente dalla filiera corta, che viene utilizzata carne chianina fresca (quindi non viene mai fatto uso di carne surgelata), che il coniglio è di provenienza nazionale, che la carne avicunicola proviene da animali allevati a terra e macellati in Italia, che buona parte del latte utilizzato proviene dalla centrale del Latte di Firenze e Pistoia (proviene dalla Germania solo quello utilizzato in cucina). Diversamente da quanto segnalato da alcuni genitori, l’assessore ha anche riferito che la frutta fresca viene servita tutti i giorni e che non è mai stata sostituta con prodotti alternativi.

Ho dato atto all’assessore Tarquini di essersi attivata per risolvere i problemi di cattivo funzionamento della cd ‘commissioni mensa’ ed ho chiesto ancora un maggior impegno, perché da una fase dialettica e costruttiva tra genitori ed operatori possono nascere soluzioni condivise ed essere eliminate inopportune tensioni.
Per ciò che concerne il grado di soddisfazione rilevato dai consumi dei bambini, le maggiori criticità riguardano i ‘contorni’ (204 risultati positivi e 144 negativi). Da una prima lettura del dato è, quindi, evidente la necessità di un maggiore impegno di comune ed ASP sotto il versante dell’educazione alimentare. Ho espresso la mia soddisfazione per la risposta dell’assessore e per l’attenzione dimostrata verso i problemi evidenziati precisando che si tratta di una manifestazione di fiducia, ma che saremo attenti sul prosieguo dei lavori anche per quel che riguarda un maggiore utilizzo di prodotti della cd filiera corta.

Giuseppe Giordano

La “Combo” dell’assessore Marroni

Nel gergo dei videogiocatori incalliti la “combo” è una combinazione di tasti da premere rapidamente ed in esatta sequenza, che permette al proprio personaggio di eseguire azioni del tutto speciali, spesso con il risultato di mandare definitivamente al tappeto l’avversario di turno.

La delibera della giunta regionale del 28 dicembre scorso, circa il riordino della sanità toscana, assesta al sistema sanitario regionale una “combo” assolutamente terrificante, fatta di una sequenza di provvedimenti che attuati singolarmente avrebbero già di per sé potuto mettere in seria difficoltà la sanità regionale, ma che realizzati in combinazione tra loro  rischiano seriamente di avere effetto devastante. Vediamo dunque gli elementi della “combo” che il senese Marroni ha pensato per i suoi corregionali. Partiamo dalle…

AFT: primo elemento. Si tratta delle “Aggregazioni Funzionali Territoriali”, grandi poliambulatori in cui i medici di famiglia collaboreranno in maniera continuativa, gestendo anche gli ambulatori specialistici e (se i costi lo permetteranno) piccoli gabinetti di analisi. Sulla carta è tutto molto bello, anche se assisteremo ad una concentrazione degli ambulatori medici che perderanno quella “capillarità” sul territorio che ne costituiva uno dei punti di forza. Niente di irreparabile, intendiamoci, ma la forza della “combo” e proprio quella di partire in sordina, di sembrare qualcosa di assolutamente innocuo. Niente più ambulatorio sotto casa, con il rischio che soprattutto gli anziani, principali clienti degli ambulatori medici, saranno spesso tentati di ricorrere a servizi alternativi al medico di famiglia, principalmente la…

Guardia Medica: secondo elemento. Nel modello AFT, gli ambulatori dei medici di famiglia saranno aperti dalle 8 di mattina fino alla mezzanotte, appunto 16 ore su 24, in gergo “h16”. Quindi i medici di famiglia lavoreranno di più? No. Per coprire il surplus orario, e garantire l’apertura 20-24 degli ambulatori, verranno impiegati i medici che lavorano nel servizio di guardia medica, che ad oggi copre tutta la notte (20-8). Ma a mezzanotte (ricordate? h16!) i medici chiuderanno gli ambulatori e buonanotte: fino alle 8 del mattino niente più guardia medica. E allora a chi deve rivolgersi un cittadino che ha bisogno di un medico in tale orario? Bhè, gli unici medici disponibili a quell’ora si trovano al…

118 e Pronto Soccorso: terzo elemento della combo. La delibera prevede di tagliare 30 punti di pronto intervento medicalizzato in tutta la regione, per sostituirli con altrettante ambulanze equipaggiate di volontari. Splendide persone i volontari, ma nella vita fanno l’operaio, il direttore di banca, lo studente, il militare. Il loro compito su un’ambulanza, in assenza di un medico che possa diagnosticare, trattare, ed eventualmente lasciare a casa il paziente, consiste nel mettere in atto pochi semplici accorgimenti, volti più che altro a non peggiorare la situazione con il proprio intervento, e trasportare il più velocemente possibile verso il Pronto Soccorso; dove nel frattempo si saranno recati tutti i cittadini in grado di farlo con le proprie gambe e che non hanno trovato il medico di guardia (ricordate? h16!). Quindi il Pronto Soccorso rischierà di trovarsi assediato dai pazienti che il medico del 118 e la guardia medica avrebbero potuto trattare e lasciare a casa; quelli che comunque necessitano del Pronto Soccorso vi giungeranno in condizioni molto più critiche, perché sul luogo dell’evento e per tutto il viaggio avranno ricevuto un trattamento minimale, quello che può essere erogato da un volontario (ricordate? L’operaio, lo studente, eccetera)  ed il medico del Pronto Soccorso, rimandando a casa quelli che stanno meno peggio, probabilmente dopo molte ore di attesa e nervosismo, stabilizzerà come può i meno fortunati e troverà per loro un…

Posto letto: quarto, e definitivo elemento della “combo” dell’assessore Marroni. Ridotti i posti letto in tutti gli ospedali della Toscana, che grazie ai tagli già operati con costanza negli ultimi decenni erano da un pezzo al di sotto del rapporto ottimale individuato dal ministero. Ma si sa, in Toscana siamo più bravi!

Ecco dunque che la sequenza letale dell’assessore Marroni, la “combo” definitiva della sanità toscana, assesta il suo colpo finale al nemico, sbattendolo agonizzante al terreno.

Manca un ultimo elemento, per dare un senso ed uno scopo alla nostra “combo”: il nemico. Chi è infatti la vittima finale, il termine ultimo, l’avversario sconfitto da tutto questo? Lasciamo almeno questa piccola analisi finale alla vostra sagacia.

Concludiamo con una clamorosa rivelazione: nella delibera natalizia la “combo”, che è una mossa segreta, è stata inserita in un paragrafo criptato che porta il titolo: “Mantenimento di equità tra i cittadini e mantenimento di qualità del servizio erogato”. Come in ogni documento segreto che si rispetti, il significato è esattamente il contrario di quello che sembra!!!

Movimento Civico Senese

Tagli al 118

Mentre in Toscana il mondo dell’emergenza sanitaria territoriale è in agitazione per gli annunciati tagli (oltre 60 punti di emergenza in tutto il territorio regionale) e la sostituzione dei mezzi medicalizzati con ambulanze di soli volontari, arrivano notizie in base alle quali la USL 7 ha annunciato di voler anticipare la ristrutturazione alla fine di Gennaio 2013 togliendo il secondo medico su Siena, che opera a mesi alterni presso la Misericordia e la Pubblica Assistenza.

Attualmente, si tratta della risorsa che esegue il maggior numero in assoluto di interventi in tutta la provincia, giungendo ad operare in un’area che interessa Siena e comuni anche non limitrofi per rispondere al gran numero di emergenze che spesso si verificano anche contemporaneamente.

I medici di Siena 118, grazie alle competenze professionali maturate, non ultimo l’utilizzo dell’ecografia in emergenza sul territorio, trattano al proprio domicilio oltre il 30% dei pazienti che soccorrono, contribuendo dunque a filtrare gli accessi nei PS consentendo, con la propria azione, di risparmiare denaro e inutili disagi ai pazienti.

Nei casi gravi la presenza del medico permette un rapido inquadramento diagnostico, l’inizio di una terapia mirata sul paziente e sulla malattia, il trasporto presso la struttura più adeguata, secondo percorsi ormai consolidati che, numeri alla mano, hanno portato ad una riduzione della mortalità e disabilità (ad esempio) per infarto e ictus nella nostra provincia.

Il taglio di uno dei due medici di emergenza operanti nel territorio senese, che rischia di essere aggravato dalla preannunciata eliminazione del medico di Guardia Medica nelle ore notturne, farà sì che il solo medico operante sull’automedica dovrà correre continuamente in soccorso delle ambulanze non medicalizzate alle prese con situazioni critiche, tamponando la situazione come può ma senza avere il tempo materiale di prendersi cura con efficacia di nessuno e inviando al Pronto Soccorso pazienti non trattati adeguatamente e quindi più gravi.

Ancora una volta nell’illusione di risparmiare qualche “spicciolo” si vuole tagliare un servizio essenziale per la cittadinanza, finendo poi con l’aumentare paradossalmente i costi per la gestione di tutti quei pazienti che sarebbero rimasti a domicilio e che invece dovranno accedere al Pronto Soccorso.

Non possiamo che augurarci che gli autori di queste proposte giungano a più miti consigli ed invitiamo la cittadinanza a far sentire la propria voce perché, come ci ricorda una massima di Seneca, ‘Una parte della salute sta nel voler essere curati’.

Giuseppe Giordano – Movimento Civico Senese

118 = -40% + (24,00/8,00)

Il tanto decantato servizio sanitario toscano sta per subire un ulteriore colpo per mano della stessa Regione Toscana.

Nei giorni scorsi è stata annunciata la volontà di tagliare del 40% le postazioni mediche del 118.

E’ evidente che il servizio, per continuare a funzionare,  dovrà ricorrere sempre più alle associazioni di volontariato creando disparità di trattamento nelle cure perché solo alcuni cittadini saranno soccorsi da equipe di medici ed infermieri.

Ma, purtroppo, non finisce qui!

La Regione ha anche preannunciato l’eliminazione della guardia medica dalle ore 24,00 alle ore 8,00.

Questa ulteriore iniziativa, oltre a far perdere il lavoro a tanti medici in un settore già gravato da un forte precariato, inciderà negativamente sulla qualità e l’appropriatezza delle prestazioni assistenziali e andrà ad ingolfare l’attività del 118 e delle strutture di pronto soccorso aumentandone il lavoro.

E tutto questo avviene nel silenzio delle istituzioni, dei rappresentanti dei cittadini in Regione e della conferenza provinciale dei sindaci.

 Giuseppe Giordano – Movimento Civico Senese

‘Altre forme di finanziamento’…

A volte è una tattica quella di esasperare alcune situazioni per portarle dove si vuole.

Questa è una delle possibili chiavi di lettura della recente dichiarazione del premier Mario Monti sul possibile crollo della sanità.

Il dubbio viene dalla stessa impostazione della frase: <<Il nostro sistema sanitario nazionale potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento e di organizzazione di servizi e prestazioni>>.

A voler essere maligni, ma forse neppure più di tanto, si può pensare che lo splendido professore abbia presagito la privatizzazione del sistema sanitario.

Che queste siano le intenzioni di chi ci governa sembra sia fuori discussione: a quali conseguenze portano il taglio dei posti letto e dei servizi ospedalieri, il depotenziamento dei servizi del territorio, l’aumento del costo dei ticket che rende sempre più sconveniente il servizio sanitario nazionale?

Il riferimento ad ‘altre forme di finanziamento’ ha tutto il sapore dell’apoteosi della privatizzazione del SSN e mi fa pensare al ‘Medicare’ statunitense che ha portato all’esplosione del debito pubblico americano senza garantire standard di prestazioni analoghe a quelle presenti nel nostro paese.

E tristemente mi viene in mente una frase che mi ha riferito un caro amico medico incontrato alle Scotte qualche giorno fa, quando, divagando sulla sanità senese, su come era e su come non è più, con gli occhi lucidi mi ha raccontato di quella signora da lui visitata nella stessa mattina, che con tono dimesso gli aveva detto: <<Caro dottore, mi trovo nella situazione di dover decidere se spendere quel poco che ho per mangiare o per farmi curare>>.

Giuseppe Giordano

Sul decreto Balduzzi

 Il decreto Balduzzi è stato ed è oggetto di dichiarazioni che stanno generando confusione e facili illusioni nell’opinione pubblica perché spesso si sottovaluta il contesto in cui la norma si pone. Il riordino delle cure primarie dovràfare ancora molta strada e chi ha parlato di medico di famiglia 24 ore su 24 per tutta la settimana come se fosse già realtà, sarà destinato a ricredersi ed a fare pubblica ammenda nei confronti dell’opinione pubblica.

 Ancora una volta la riorganizzazione dell’assistenza H. 24 viene subordinata alla presenza di risorse che non ci sono ed alla riapertura dei tavoli contrattuali bloccati sino al 2014.

 La realizzazione di mega-strutture (le cd Aggregazioni Funzionali Territoriali) collegate in via telematica con l’ospedale per favorire il coordinamento operativo tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, guardie mediche, specialisti ambulatoriali, personale infermieristico ed amministrativo, richiede la dotazione di una strumentazione di base indispensabile per il buon funzionamento di tutto il sistema, ma a causa della sensibile contrazione delle risorse finanziarie destinate al S.s.n. dovute alla spending review, tutto questo potrebbe rimanere lettera morta.

 In questo scenario risulta difficile pensare che possano essere investire nuove risorse in queste forme aggregative tanto più che per sopperire alla perdita di finanziamenti, la Regione ha già provveduto ad aumentare i ticket per la specialistica e la farmaceutica senza risparmiare neppure i malati cronici.

 Nelle nuove mega-strutture il medico di famiglia sarà presente soltanto in alcune ore della giornata, seguendo una turnazione con gli altri componenti del gruppo composto da 20-30 medici. Chi avrà bisogno di un medico lo troverà in qualsiasi ora del giorno, ma non sarà sempre il suo medico di fiducia, bensì un altro del gruppo che lo valuterà ricavando la sua storia clinica dal computer.

 Lo scopo delle nuove aggregazioni di medici è, nelle intenzioni del decreto, quello di favorire la medicina d’iniziativa garantendo la continuità dell’assistenza sul territorio e ricorrendo all’ospedale solo nei casi più complessi evitando gli accessi impropri al pronto soccorso che oggi rappresenta il vero problema.

 Il processo di decongestione degli ospedali, se non è contestuale al consolidamento dell’assistenza territoriale, determina di fatto l’impossibilità dei cittadini di beneficiare di quelle cure che oggi hanno grazie all’attività del medico di famiglia disponibile dalle 8 alle 20 ed al servizio di Emergenza-Urgenza che con la guardia medica ed il 118 garantisce la copertura dalle 20 alle 8 del giorno successivo.

 Un sistema, quello attuale, che offre un’assistenza capillare su tutto il territorio per l’intero arco della giornata e solo se rafforzato potrà migliorare, soprattutto in previsione di quel 10% di tagli ai posti letto previsti nella spending review.

 Alcuni anni fa in Toscana, fu fatto un tentativo simile a quello previsto nel decreto Balduzzi attraverso l’apertura di ambulatori pediatrici nei giorni pre-festivi e festivi, ma il servizio risultò troppo costoso e comportò la sua chiusura con buona pace dei genitori che non avendo punti di riferimento si videro costretti a rivolgersi ai pronto soccorso. Stesso discorso ed identico risultato per le guardie mediche che circa quattro anni fa si sono viste ridurre le postazioni dai professionisti dei tagli alla spesa, abituati più ai numeri che ai risultati.

 Non vi è dubbio che alcune dichiarazioni, di questi giorni, fanno intravedere la voglia di ulteriori tagli alle cure territoriali in contrasto con il rilancio di cui parla il decreto.

 Sono stati enunciati modelli bizzarri quanto fantasiosi che stanno creando confusione sia nei medici che nei pazienti come quelli che affermano che il medico di famiglia opererà 24 su 24 per poi essere smentiti da chi dice che i maxi-ambulatori saranno attivi sino alla mezzanotte, fino ad arrivare a coloro che sostengono che la guardia medica sarà attiva solo dalle 20 alle 24 mentre sino alle 8 entrerà in funzione il 118.

 Sono tutte ipotesi che, se realizzate, porteranno ad un indebolimento dell’attuale sistema con il conseguente sovraffollamento delle strutture di pronto soccorso.

 Il 118 dopo le 24 utilizzerà, con molta probabilità, il sistema del see and treat già presente in alcune realtà della Toscana facendo intervenire, in prima istanza, un infermiere professionale che valuterà la necessità o meno di chiamare il medico dell’emergenza sul posto.

 E’ evidente che al cittadino bisognoso di cure non rimarrà che prendere la cornetta del telefono e chiamare il suo medico di fiducia, nel cuore della notte, se non altro per chiedergli chiarimenti.

 Riteniamo che questa riforma, qualora non fosse modificata, ci porterà indietro nel tempo con l’affermazione di una logica di budget che favorirà l’appalto di servizi a società cooperative ed assicurazioni capaci di trasformare il rischio di ammalarsi in spesa garantendo assistenza medica e farmaceutica con professionisti di loro fiducia.

 Ciò con grave danno dei ceti meno abbienti e dei soggetti fragili (anziani e malati cronici) e con l’adozione di modelli assistenziali d’oltreoceano che gli USA vogliono cambiare e che nel nostro paese si tenta di adottare.