UN AGGIORNAMENTO SUL SERVIZIO MENSA SCOLASTICA

Negli ultimi tempi il servizio Mensa scolastica è stato oggetto di attenzione con interrogazioni, articoli di stampa e richieste di chiarimenti da parte di genitori.
Per tale ragione abbiamo ritenuto utile approfondire alcuni aspetti ponendo una serie di domande al Sindaco con la sotto riportata interrogazione già depositata in Comune.

Giuseppe Giordano

Al Sig. Sindaco del Comune di Siena

Oggetto: Interrogazione sulla Mensa scolastica

I sottoscritti Consiglieri comunali

Preso atto dalla stampa locale di una lunga e circostanziata lettera scritta da numerosi genitori agli Assessori Tarquini e Ferretti nonché all’Azienda Servizi alla Persona con la quale sono state poste domande ed osservazioni sulla qualità dei cibi della Mensa scolastica

Considerato che è interesse della città tutta ottenere dall’Amministrazione comunale ogni opportuno chiarimento sul funzionamento della Mensa scolastica e sui cibi somministrati ai bambini

Chiedono al Sig. Sindaco di riferire

1) se è vero che la mensa non fa più uso di cibi biologici indicando, in caso affermativo, le ragioni e da quanto tempo è cessata questa pratica;
2) se i prodotti surgelati, verdura e pesce, provengono dalla cd ‘filiera corta’;
3) se le pietanze a base di carne utilizzano prodotto fresco o surgelato specificando, in entrambi i casi, la provenienza;
4) la provenienza del latte utilizzato;
5) con quale frequenza viene offerta ai pasti la frutta fresca e con quali prodotti viene eventualmente sostituita;
6) quali indagini sono state recentemente condotte per testare il grado di soddisfazione da parte dei bambini e con quali risultati;
7) se ritiene necessario un migliore funzionamento delle cd ‘Commissioni mensa’ ed una maggiore frequenza degli incontri soprattutto al fine di migliorare il rapporto dialettico tra uffici, operatori comunali e genitori ed individuare soluzioni condivise per la soluzione di eventuali problematiche.

Giuseppe Giordano

Eugenio Neri

Nuovo o lavato con Perlana?

Da appartenente alle formazioni che hanno fatto sprofondare Siena, oggi vorrebbe far credere ai senesi che rappresenta la novità da votare: questo è Bruno Valentini”.

Esordisce così Giuseppe Giordano, candidato nella lista Siena Rinasce, che interviene dopo le ultime esternazioni del candidato Pd alla carica di primo cittadino. “Valentini ha salutato gli abitanti di Monteriggioni ricordando la lunga carriera da politico, cominciata dal suo ingresso in Municipio avvenuto nel 1995 quando in Italia il premier era Lamberto Dini e ancora non si giocava con la playstation: alla faccia della novità”.

“Dopo 18 anni impiegati a salire i gradini della scala politico-gerarchica di Monteriggioni, secondo lo schema classico dell’uomo di partito ovvero consigliere-capogruppo-assessore-sindaco, ha colto l’occasione del malcontento presente a Siena per cavalcarlo e dare sfogo alla sua ambizione personale di conquistare la poltrona di primo cittadino del capoluogo”, aggiunge Giordano.

“Candidarsi a guidare una città straordinaria come Siena come l’uomo fuori dal sistema se poi di questo sistema si è parte per appartenenza al PD, non può essere una proposta credibile – conclude Giordano – Sono certo che i senesi, stufi di inganni e arroganza, non meritino di essere governati da chi non ha voluto chiudere definitivamente con metodi e uomini che rappresentano il passato più negativo. Il passato che non deve tornare sotto le mentite spoglie della novità”.

I candidati dell’ MCS

‘Se si fanno dei progetti concreti, se si coltivano le proprie ambizioni, se ci si dà da fare con umiltà, se si aguzza l’ingegno, i sogni diventano realtà’ (B.  Yashimoto, Il coperchio del mare, 2004)

Questa frase, contenuta in un bel libro della scrittrice giapponese Yashimoto, rappresenta bene lo spirito con cui i candidati del Movimento Civico Senese nella lista ‘Siena Rinasce!’ hanno deciso di impegnarsi per il bene della città.

La nostra ambizione è quella di portare Eugenio Neri ad essere il sindaco di Siena, il nostro sogno è quello di contribuire alla rinascita di una città ferita ed ingiustamente dileggiata.

Ed ecco i candidati del Movimento Civico nella Lista Siena Rinasce!

Michele APRILE

Silvia BADESSO

Massimo BANDINI

Nadia FAVILLI

Maurizio FORZONI

Pietro GALVAGNO

Federica GIOIA

Giuseppe GIORDANO

Alma LANI

Giuseppina MASOTTI

Agostino MILANI

Gianni ONORATI

Marco PASETTO

Carla SENSI

Abduljeap SUPLJA

Antonio STERLACCI

Colpo di coda

No, non è stato un colpo di stato!

E’ stato solo un colpo di coda, di un regime consociativo ed autoreferenziale che di fronte alla necessità istituzionale di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, non trova di meglio che scontrarsi per tre giorni su un gruppo di ottuagenari residuali della prima repubblica, tutti provenienti dallo stesso partito, per poi alla fine fare un salto all’indietro e accordarsi sulla rielezione del più anziano, del quale tutto si può dire tranne che sia un innovatore.

Difficile pensare che da accordi di questo tipo possa nascere qualcosa di nuovo!

Nello stesso giorno, quasi ne fossero una sottolineatura simbolica, si svolgevano le primarie bis del PD senese, che dopo avere bruciato una lunga serie di personaggi più o meno illustri, chiamava il proprio elettorato a scegliere tra due candidati, dove la cosa più difficile è stabilire chi sia il più nuovo e il meno compromesso.

Indubbiamente Mugnaioli è il più nuovo sia per motivi anagrafici, sia per maggior trasparenza di comportamenti e non ultimo per incarichi svolti, ma che paga la sua compromissione con Ceccuzzi e con una dirigenza che per quanto giovane riesce a rappresentare il peggio del vecchio.

Vince Valentini, che nuovo non è, che nella vita ha prima fatto il sindacalista a tempo pieno e poi, sempre a tempo pieno e da quasi dieci anni, il sindaco di Monteriggioni.

Ha fatto parte anche lui della nomenclatura PD che ha gestito la città e cui deve attribuirsi il dissesto di tutte le Istituzioni.

Però lo ha fatto in maniera più defilata e quando la crisi del sistema è deflagrata, Valentini ha fatto finta di cascare dal pero, dichiarando al mondo che lui non ne sapeva niente.

Per rafforzare la sua immagine di ragazzone ingenuo e un poco sempliciotto, conferma la propria fiducia al Rettore dell’Università auspicando il risanamento dei conti, mostrando di ignorare le irregolarità dell’elezione dello stesso Rettore, i due rinvii a giudizio per tali irregolarità, l’aggravamento del disavanzo ed i 64 dipendenti della Cooperativa di Solidarietà Sociale, gettati in mezzo ad una strada, senza porsi il problema del loro destino.

Valentini raggiunge il massimo dell’ingenuità quando, a proposito della vicenda MPS di cui è funzionario, dichiara che non avrà pace sino a quando non sarà chiaro chi siano i responsabili del disastro.

Si dia pace il signor Valentini, perché, al di là dei dettagli, i responsabili sono noti a tutti e si tratta di quelli che sono od erano i suoi compagni di partito.

Se poi, come primo atto politico dopo la vittoria, fa un appello ai Riformisti, 53100 ed altri proponendo una bella rimpatriata, dove senza assunzione di responsabilità alcuna, propone se stesso come elemento di discontinuità e garanzia, ci pare che siamo in perfetta linea di continuità con Ceccuzzi.

Anche le primarie a Siena, nonostante le recite e le finte emozioni, non sono state un colpo di stato interno al PD, ma solo un colpo di coda di un sistema ormai defunto, che invece di confrontarsi con il presente ed il futuro di una città, ci propongono un’altra rimpatriata e un salto all’indietro.

Agostino Milani –MOVIMEMENTO CIVICO SENESE

AMPUGNANO: E’ POSSIBILE ESCLUDERE DALLA PARTECIPAZIONE PROCESSUALE I CITTADINI QUANDO L’ENTE DI RIFERIMENTO E’ INERTE?

Leggiamo oggi sui giornali dell’esito dell’udienza preliminare di ieri per l’ampliamento dell’Aeroporto di Ampugnano: 9 rinvii a giudizio tra i quali l’ormai famigerato Giuseppe Mussari e il proscioglimento di altri 5 indagati.

Sicuramente questa notizia renderà felici molti cittadini che attendono con ansia anche gli sviluppi del caso MPS e del buco all’Università di Siena, nella speranza che almeno la giustizia degli uomini punisca i colpevoli.

Purtroppo il rinvio a giudizio dei 9 indagati, non significa assolutamente che gli stessi verranno condannati dal nuovo Giudice al quale il procedimento è stato assegnato per l’udienza del 24/10/2013.

In ogni modo, i cittadini e, soprattutto, i loro interessi, non sono stati in alcun modo tutelati né dalla giustizia, né tantomeno dal Comune di Sovicille unico legittimato, secondo il GUP, a tutelare gli interessi dei cittadini danneggiati dai fatti e dai reati commessi per l’ampliamento dell’Aeroporto.

Un manipolo di 74 cittadini di Sovicille, rappresentati tutti dall’Avvocato Luigi De Mossi, si è infatti costituito parte civile – o, meglio, ha provato – nella causa seguita alle indagini sul procedimento di privatizzazione dell’aeroporto di Ampugnano.

74 semplici cittadini che, vista la totale – e immotivata – assenza del Comune di Sovicille nel procedimento, hanno deciso di farsi carico della tutela degli interessi della propria comunità, ed a proprie spese.

Questo è sicuramente un bell’esempio di partecipazione e di civismo che non può non essere apprezzato ed avrebbe dovuto essere premiato in altro modo, non certo con la non ammissione delle n. 74 costituzioni di parte civile.

All’udienza precedente il Gup Dott.ssa Gaggelli riconoscendo la surroga dei cittadini, ha rivolto formale diffida al Comune di Sovicille “affinché assuma le determinazioni di competenza in ordine alla eventuale sua costituzione di parte civile in via diretta e principale” .

Il Comune di Sovicille con un “comunicato” presente anche sul proprio sito istituzionale ha dichiarato però di riservarsi la valutazione della costituzione di parte civile.

Tale comunicato, del tutto informale, perché certo non costituisce una delibera della quale non contiene alcuna degli elementi essenziali, (n. prot. data di emissione, nome e firma dei componenti della Giunta etc) è stato ritenuto sufficiente ad escludere dal processo 74 cittadini, che, si ripete, a proprie spese, e nella totale inerzia ed indifferenza degli Enti che invece sarebbero preposti a tale scopo, hanno provato a tutelare gli interessi di un’intera comunità.

Cosa accadrà nel prosieguo del processo? Saremo costretti ad assistere all’ennesima dolorosa assenza?

Abbiamo già assistito all’assenza degli altri enti pubblici nel caso di Ampugnano: il Comune di Siena, per esempio.

Cosa trattiene o tratterrà ancora il sindaco del Comune di Sovicille dal compiere ogni azione in proprio potere per tutelare un bene che gli è stato solo temporaneamente affidato e che deve essere gestito secondo il principio e la diligenza “del buon padre di famiglia”?

Forse l’appartenenza al PD? Oppure gli interessi dei 74 cittadini che avrebbero voluto costituirsi parte civile non sono stati ritenuti meritevoli di tutela da parte del Sindaco, del Consiglio Comunale e della Giunta che invece avrebbero dovuto tutelarli e rappresentarli?

Il Comune di Sovicille forse non legge i giornali: oltre ai reati ravvisati dal Dott. Nastasi e per i quali il PM ha richiesto il rinvio a giudizio degli indagati, milioni di euro si sono volatilizzati in questo inutile progetto voluto e deciso da pochi, come purtroppo accade a Siena da anni, e la società che gestisce l’aeroporto, ad un passo dal fallimento, ha chiesto il concordato preventivo.

Questi, indubbiamente, non possono non costituire motivi che devono OBBLIGARE un Comune a costituirsi parte civile a tutela degli interessi di un’intera comunità.

Abbiamo assistito, dolorosamente, anche all’assenza dell’Università di Siena nel procedimento sul buco di bilancio.

Fin quando i cittadini continueranno a tollerare che gli Enti preposti non si attivino per tutelare gli interessi della comunità e della cittadinanza, è necessario che persone come i 74 di Sovicille, e l’Avv. Luigi De Mossi, facciano tutto ciò che è possibile per tutelare gli interessi di tutti.

Questo è civismo ovvero una visione della vita politica alternativa al sistema dei partiti che si propone di unire gli abitanti di una collettività intorno ai valori positivi della vita associata, aggregando individui che, provenienti da diversi ambiti sociali, collaborano per raggiungere un obiettivo comune legato alla tutela ed alla gestione dei beni appartenenti alla stessa comunità.

I 74 di Sovicille hanno dato un ottimo esempio, e sarebbe opportuno che sempre più cittadini si aggregassero e collaborassero per raggiungere l’obiettivo comune della tutela e della gestione dei beni appartenenti alla propria comunità.

Maurizio Forzoni – MOVIMENTO CIVICO SENESE

Le buone iniziative trovano condivisione

In più di un intervento abbiamo evidenziato come alla deputazione di carica della Fondazione MPS, manchi la necessaria autorevolezza per modificare lo statuto ed abbiamo avanzato proposte su aspetti importanti, come le nomine, poiché la difesa del legame dell’istituzione con il territorio passa soprattutto dall’affidabilità e rappresentatività dei soggetti nominati. A tal proposito abbiamo, ad esempio, pensato alla possibilità di rimettere al Consiglio Comunali le designazioni dei componenti della Deputazione Generale oppure di rimettere la scelta al voto popolare in ambito comunale e provinciale.

Tuttavia tanti sono i punti su cui intervenire con modifiche sostanziali sia per garantire la conservazione del patrimonio della Fondazione e l’appartenenza dello stesso alla collettività senese, sia per morigerare indennità e compensi.

Finalmente oggi, dopo tante belle parole da parte di tutte le forze politiche, leggiamo di una proposta concreta, proveniente da un professionista  senese e sicuramente esperto della materia, formalizzata nei modi più opportuni.

Pertanto, in attesa di leggere il testo integrale della proposta avanzata dall’Associazione Sorgente, accogliamo e condividiamo con favore quegli spunti illustrati in conferenza stampa dall’Avvocato Luigi De Mossi, – che, attivamente, in questi ultimi anni si è mosso su vari fronti per tutelare i valori della senesità – che vanno nella direzione della conservazione di quel che resta del patrimonio, del mantenimento di un forte legame dell’istituzione al territorio e che sono finalizzati alla riduzione dei compensi e del numero dei membri della Deputazione generale.

In particolare riteniamo che qualunque saranno le modifiche che verranno apportate allo Statuto della fondazione, i 3 principi della senesità ovvero dell’esistenza di un legame comprovato ed effettivo tra i membri nominati ed i valori della città ed il mantenimento della sede a Siena, della riduzione dei costi, e, quindi, anche del numero dei membri, dell’ampliamento dei casi di incompatibilità, a garanzia di una vera libertà ed indipendenza dei nominati, debbano essere considerati basilari.

Come abbiamo già avuto modo di evidenziare in altre occasioni, riteniamo anche che gli stessi principi debbano essere applicati, per quanto possibile, anche a tutte le aziende municipalizzate.

Movimento Civico Senese

Il cambiamento dovrà passare soprattutto dall’azione diretta dei cittadini comuni

In tempi non sospetti abbiamo accolto con entusiasmo la candidatura di Eugenio Neri a Sindaco di Siena tanto da rivolgere un appello a tutti i cittadini per ripartire da un progetto civico da lui guidato, appello che rinnoviamo con la stessa convinzione e lo stesso entusiasmo.

I mesi trascorsi dalla sua candidatura ad oggi sono stati difficili sia per la città, colpita al cuore da vicende deprecabili e da storie dolorose, che per quanti, come noi ed altri cittadini, hanno profuso la propria opera per disegnare un progetto di necessario cambiamento.

Il percorso è stato sicuramente costellato, ed ancora lo sarà, da numerosi ostacoli, perché per molti non è facile guardare con occhio lucido ad una realtà diversa che impone un cambiamento di mentalità ed è difficile aprirsi in uno scatto di orgoglio che metta da parte i personalismi.

Questa difficoltà non è propria soltanto della gente comune, ma anche di alcune componenti politiche che pur dichiarando la volontà di superare gli schemi di una politica invisa ai più ed oramai ‘fuori dal tempo,’ non riesce concretamente a liberarsi dai legami e dai legacci del passato.

Come Movimento fatto di persone comuni, uno dei nostri principali intenti è quello di far sì che queste componenti, provenienti sia dalla maggioranza che dall’opposizione, non siano più di ostacolo ai processi di cambiamento necessari per garantire un futuro ai nostri figli e nipoti ed una tutela ai nostri anziani.

L’impegno è pertanto necessario anche all’interno della coalizione che sostiene Eugenio Neri.

Il cambiamento dovrà passare soprattutto dall’azione diretta dei cittadini comuni, dall’operaio al commerciante, dalla casalinga all’impiegato, perché solo ‘mettendoci la faccia’ e impegnandosi ciascuno secondo la propria esperienza e le proprie competenze, si può dar vita ad una nuova classe politica degna di essere considerata effettivamente rappresentativa, super partes e disposta ad agire esclusivamente per il bene comune.

Per quanto ci riguarda ci impegniamo per un progetto di rinnovamento dove le comuni o diverse appartenenze non siano fonte di veti incrociati e di vecchie o nuove barriere, ma un’occasione per mettere a frutto esperienze e sensibilità ed aprire una stagione di rinascita per la città.

Giuseppe Giordano – Movimento Civico Senese

ALCUNE DOMANDE SU MONTE DEI PASCHI E DINTORNI

E’ di qualche giorno la notizia delle sanzioni per oltre 5 milioni di euro agli ex vertici di Mps, disposte dalla Banca d’Italia in relazione alle gravi violazioni nella gestione della banca senese.

In particolare le sanzioni sono state comminate a seguito degli accertamenti ispettivi e per la violazione del controllo dei rischi e le carenze degli organismi di controllo e si tratta di importi particolarmente elevati, anche tripli rispetto alle normali sanzioni, a causa della gravità delle fattispecie.

Si dà il caso che il CDA della Banca, oltre che da Mussari che lo presiedeva, fosse costituito anche da dodici consiglieri, di cui sei nominati dalla Fondazione MPS che, per un atto di discontinuità voluto dall’ex sindaco Ceccuzzi, sono stati tutti sostituiti ad eccezione di Marco Turchi, che nella passata gestione occupava il ruolo di Sindaco Revisore e che nel nuovo CDA è stato promosso a Vicepresidente.

Trattandosi di sanzioni per comportamenti individuali, ci piacerebbe sapere dallo stesso Marco Turchi se le sanzioni hanno riguardato anche lui e se sì per quali violazioni, per quale ammontare e soprattutto se ritiene compatibile, sempre nel caso che le sanzioni lo abbiano riguardato, il permanere nel ruolo che occupa, su nomina della Fondazione, senza nemmeno sentire la necessità di chiarire le motivazioni del suo sanzionamento e del suo permanere.

Altra notizia invece più recente quella che la Procura di Siena si appresterebbe a contestare agli ex manager di BMPS Mussari e Vigni anche il reato di falso in bilancio relativo agli esercizi 2009, 2010, 2011, avendo la Procura già contestato l’ipotesi di ”falso in prospetto” relativamente all’aumento di capitale del Monte del 2008 finalizzato all’acquisto della Banca Antonveneta.

Come evidenziato da alcuni quotidiani, per la Fondazione Mps, guardando all’articolo 2393 bis del codice civile, questa ulteriore contestazione aprirebbe la strada alla possibilità per un’azione diretta di responsabilità senza dover passare per l’assemblea dei soci.

L’articolo menzionato riguarda infatti l’azione esercitata da una minoranza qualificata di soci nei confronti degli amministratori per far ottenere alla società il risarcimento del danno che i loro comportamenti inadempienti abbiano provocato al suo patrimonio.

E siccome sta per scadere il tempo utile di cinque anni per una azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici della Banca, in merito al falso in prospetto per l’aumento di capitale del 2008 finalizzato all’acquisto della Banca Antonveneta, ci piacerebbe che i vertici della Fondazione MPS, che sino ad oggi non hanno mosso un dito, ci dicessero, magari per bocca del loro presidente Mancini, che cosa hanno intenzione di fare e magari anche il perché.

Agostino Milani MOVIMENTO CIVICO SENESE

ALLA FACCIA DELLA DISCONTINUITA’

L’incredibile psico-farsa della individuazione del candidato a sindaco del centrosinistra è finalmente arrivata ad un punto di svolta.

Dopo le primarie di coalizione del 20 gennaio, che videro la partecipazione di ben 2.461 cittadini e l’affermazione di Franco Ceccuzzi davanti a Pasquale D’Onofrio di SEL, dopo il ritiro dello stesso Ceccuzzi a seguito dall’avviso di garanzia giunto dalla Procura di Salerno,  per la nota vicenda del del Pastificio Amato, dopo avere del tutto ignorato che nelle primarie ben 452 cittadini si erano espressi a favore di D’Onofrio, dopo avere escluso i partiti alleati dalla selezione degli innumerevoli candidati a sindaco, dopo la minaccia del PD nazionale di commissariale la Federazione Senese, finalmente quest’ultima ha deciso ed ha convocato le primarie bis per domenica 20 aprile.

Nell’annuncio delle primarie bis, illustrate come primarie di cambiamento e deliberate dall’Assemblea dell’Unione comunale il 4 aprile si evidenziano elementi di forte discontinuità, tra cui che il termine ultimo per la presentazione delle candidature sono le ore 12 del giorno 7 aprile (in pratica chi voleva aveva due giorni di tempo per candidarsi), che dette primarie bis non saranno di coalizione ma di partito e che saranno ammessi al voto solo elettori comprovati del PD.

Per motivi di urgenza è stata anche revocata la delibera dell’ottobre 2012 che aveva indetto le primarie di lista, per le candidature al consiglio comunale la cui selezione è stata, ovviamente, avocata alla direzione piddina.

Le modalità approvate per l’individuazione del candidato a sindaco non sembrano avere scatenato l’entusiasmo degli alleati, a cominciare da SEL escluso da una competizione cui solo il 20 gennaio scorso era stato consentito di partecipare e che in un comunicato esprime il proprio “rammarico per la mancata sintesi unitaria.”

Per quanto riguarda gli altri, i Riformisti sono stati tagliati fuori dalla scelta del candidato e vedremo se avranno il coraggio di fare un percorso autonomo rispetto ad un PD che ha dimostrato di volerli solo come gregari, mentre Siena Futura ha già annunciato di correre da sola e candidare Marzucchi a sindaco.

Al momento, unici soddisfatti sembrano essere Alessandro Mugnaioli e Bruno Valentini.

Mugnaioli, braccio destro, sodale ed alter ego di Franco Ceccuzzi, ha presentato immediatamente la propria candidatura in nome del cambiamento.

Analoga cosa ha fatto Valentini, che a dire il vero, la propria candidatura l’aveva presentata ancora prima che le primarie fossero convocate.

Di quest’ultimo, che salvo a Lourdes, Castrocaro e lo Zecchino d’oro è intervenuto ovunque, c’è da dire che, per quanto a giudizio di molti sia stato un buon sindaco in quel di Monteriggioni, non può pretendere in nome del rinnovamento della politica di fare il sindaco a Siena per i prossimi dieci anni, dopo averlo fatto a Monteriggioni negli ultimi dieci e senza mai denunciare, se non quando erano oramai noti a tutti, disastri e dissesti causati da una classe politica di cui egli stesso, seppur con responsabilità minori, fa parte.

Forse a Valentini sfugge uno degli elementi del cambiamento che i cittadini richiedono, ovvero che la politica non può essere una professione!

Insomma, in attesa di ulteriori sconvolgenti novità e parafrasando Antonio De Curtis, possiamo per ora concludere :”Alla faccia della discontinuità!”

Movimento Civico Senese

Enti pubblici più belli se trasparenti

Sin dal suo insediamento il governo Monti si è contraddistinto come l’esecutivo del rigore che colpisce i più deboli e mortifica l’equità sociale.

Tuttavia va riconosciuto al Ministro Patroni Griffi il merito della riforma sulla cd ‘Trasparenza nelle Pubbliche Amministrazioni’ che trova oggi compimento con la pubblicazione  nella Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo che disciplina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni dal parte delle P.A. riordinando il sistema normativo previgente.

Il provvedimento consente ai cittadini un controllo sulle attività delle amministrazioni pubbliche attraverso il principio della totale accessibilità alle informazioni ed è ispirato al modello statunitense del Freedom of Information Act che garantisce a chiunque l’accesso ad atti ed informazioni della pubblica amministrazione con alcune residuali limitazioni (ad esempio per motivi di sicurezza).

Il decreto introduce l’istituto del cd ‘diritto di accesso civico’, finalizzato a rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e P.A., nonché a difendere e promuovere il principio di legalità.

Per facilitare il diritto di accesso le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare atti ed informazioni sui siti istituzionali ed è prevista l’istituzione in ogni ente di un ‘Responsabile della trasparenza’ a cui i cittadini potranno rivolgere le proprie istanze gratuitamente e senza necessità di specificare la motivazione.

Un’altra disposizione importante contenuta nel decreto è quella che obbliga alla pubblicazione di tutti gli incarichi conferiti al dipendente pubblico, con l’indicazione della durata e del compenso spettante per ogni incarico, sia sul sito dell’amministrazione alla quale il lavoratore appartiene sia su quello dell’ente che conferisce l’incarico.

Sono sottoposti a pubblicità anche i dati relativi al trattamento accessorio ed ai premi distribuiti al personale, ma solo in forma aggregata. Sotto questo aspetto la riforma lascia ancora a desiderare perché con la pubblicazione dei dati complessivi e non anche di quelli individuali, non si realizza una pubblicità tale da essere vero deterrente nei confronti di un uso distorto della retribuzione integrativa  e permane il rischio di creare ‘figli e figliastri’ da parte dei vertici dirigenziali.

Il provvedimento innova anche nel mondo della ‘politica’.

Viene, infatti, resa obbligatoria la pubblicità delle situazioni patrimoniali di politici e parenti entro il secondo grado, così come devono essere resi pubblici i rendiconti dei gruppi consiliari provinciali e regionali.

Forse da oggi il cittadino conta un po’ di più!

Giuseppe Giordano